La campagna elettorale è partita: inaugurano 3 nuove sedi, per 3 partiti
viterbo
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Una nuova sede per riconquistare la città: partono le grandi manovre in vista del voto del 2018. Tre movimenti con un solo punto in comune: aprire una sede in vista della prossima tornata elettorale che scatterà, se tutto va come da copione, nel 2018.

Una nuova sede per riconquistare la città: partono le grandi manovre in vista del voto del 2018. Da Fratelli d’Italia ai MoRi fino al Movimento 5 Stelle hanno un solo punto in comune: aprire (o riaprire, a seconda dei casi) una sede in vista della prossima tornata elettorale che scatterà, se tutto va come da copione, nel 2018.

Ad inaugurare, verbo non a caso, questo percorso di avvicinamento alle prossime elezioni sono stati i Moderati e Riformisti sabato scorso, che hanno scelto via di Vico Squarano per la propria sede, con la benedizione di Beppe Fioroni e di tutto l’alveo politico del centro allargato, che va da Forza Italia al Partito Democratico.

Dopo i MoRi, mettono giù la “prima pietra” della campagna elettorale anche i Fratelli d’Italia, con una scelta altamente simbolica: il ritorno tra le mura del centro storico in via della Pettinara a due passi da via del Pavone e via Matteotti, ma soprattutto dal quartiere di San Faustino, nel quale si è giocata parte della battaglia politica della destra cittadina di questi mesi in seguito all’apertura di una Casa di accoglienza in via Bianchi nell’ottobre scorso. Una sede nel quartiere multietnico di Viterbo per raccogliere idee e fornire servizi.

Stessa scelta, ma le informazioni a riguardo sono ancora frammentarie, compiuta dal Movimento 5 Stelle che a fine mese fonderà la propria prima sede all’interno delle mura cittadine. Conferme ufficiali non ce ne sono state e nel Movimento le bocche sono cucite, ma dopo le prime voci di una sede in via Polidori, vicino a quella del Partito Democratico, ecco la conferma: la sede ci sarà, ma sarà in centro e aprirà entro poche settimane. Forse già a fine mese.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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