La Camera di Commercio al lavoro per valorizzare il pescato del lago di Bolsena
Lago di Bolsena
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VITERBO - Dal progetto realizzato dalla Camera di Commercio Viterbo con finanziamenti europei attività di certificazione dei prodotti, tracciabilità, promozione, educazione alimentare.

VITERBO – Valorizzare le produzioni ittiche del lago di Bolsena è l’obiettivo del progetto “Il valore aggiunto della pesca in acque dolci” realizzato dalla Camera di Commercio di Viterbo, nell’ambito dell’iniziativa dell’Unione Europea a valere sul PoFeamp 2014-2020, Misura 5.68 – Misure, a favore della commercializzazione.

Nel corso del progetto Il lago di Bolsena, il più grande bacino di origine vulcanica d’Europa, con le sue specie autoctone e aliene è stato oggetto di ricerche e approfondimenti con lo scopo di coinvolgere direttamente e indirettamente pescatori e consumatori con lo scopo di valorizzare il pescato attraverso quattro iniziative: certificazione dei prodotti, tracciabilità, promozione, educazione alimentare.

Attraverso un’articolata campagna di comunicazione e informazione in termini di educazione alimentare è stato possibile concentrare l’attenzione dei consumatori, già nelle scuole, su specie ittiche selvatiche che dal punto di vista organolettico sono sicuramente di maggior pregio rispetto alle specie allevate.

Al termine è stato elaborato un percorso che ha visto il coinvolgimento diretto di alcuni soggetti per verificare la fattibilità e soprattutto la disponibilità da parte degli operatori ad avviare percorsi virtuosi, intraprendendo un’azione pilota e innovativa. Da questa azione è stato possibile redigere un report con linee operative e suggerimenti per il settore della pesca delle acque interne, al fine di consentire percorsi di tracciabilità in grado di aiutare la filiera dei produttori e, al contempo, di favorire il mantenimento del valore del prodotto destinato ai consumatori.

I risultati emersi dal progetto, specialmente in termini di certificazione e tracciabilità dei prodotti, sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Viterbo: www.vt.camcom.it.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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