'La Biblioteca incontra' Gaja Cenciarelli con il libro “Il rivoluzionario e la maestra”
gaja cenciarelli
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L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

BIBLIOTECA – Mercoledì 13 maggio: Gaja Cenciarelli torna a “La Biblioteca incontra” con il libro “Il rivoluzionario e la maestra”
Mercoledì 13 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà a Viterbo la scrittrice e traduttrice Gaja Cenciarelli per presentare il libro Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio) in dialogo con Massimo Giacci.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTRICE

Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato, fra gli altri, Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona 2006) e Sangue del suo sangue (nottetempo 2011). Per Marsilio sono usciti La nuda verità (2018), Domani interrogo (premio Alvaro Bigiaretti 2023) e A scuola non si muore (2024). Insegna lingua e letteratura inglese a Roma. Dal 19 febbraio è nei cinema il film Domani interrogo – tratto dal suo omonimo romanzo e del quale è co-sceneggiatrice – con la regia di Umberto Carteni e l’interpretazione di Anna Ferzetti.

IL LIBRO

Gaja Cenciarelli, Il rivoluzionario e la maestra, Marsilio

Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros – tra cui il “presidente povero” Pepe Mujica – vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos, nel silenzio più assoluto. In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà. Tutte le famiglie felici si assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo.

Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”. Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.

L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul canale YouTube della Biblioteca:
https://www.youtube.com/@bibliotecaconsorzialeviterbo

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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