“La Bellezza svelata” a cura di Andrea Alessi e Claudio Strinati inaugura il 15 dicembre
Alessi Acquapendente "la Bellezza svelata"
lafune_800 x 120
“È stata una grande emozione - ricorda il direttore del museo, Andrea Alessi – osservare dal vivo tutte le fasi di recupero di questi primi manufatti, le cui risultanze verranno presentate proprio in occasione di questa esposizione"

La mostra “La Bellezza svelata dai laboratori di restauro di Acquapendente e Viterbo” a cura di Andrea Alessi e Claudio Strinati sarà inaugurata il 15 dicembre alle ore 17.30, presso il Museo della Città – Civico e Diocesano di Acquapendente (Palazzo Vescovile, via Roma 85): verranno consegnati, dopo un grande lavoro durato diversi mesi, i primi otto reperti recuperati dal laboratorio di restauro per il territorio della Regione Lazio guidato da Paola Sannucci (anche direttore tecnico dei laboratori di restauro di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini di Roma) e dal neonato laboratorio interno al museo, specializzato nel restauro ligneo e coordinato da Roberta Sugaroni.

“È stata una grande emozione – ricorda il direttore del museo, Andrea Alessi – osservare dal vivo tutte le fasi di recupero di questi primi manufatti, le cui risultanze verranno presentate proprio in occasione di questa esposizione. Si tratta di un grande lavoro effettuato da due laboratori di comprovata esperienza, che si sono spesi ben oltre la naturale abnegazione, mettendo in campo non solo tutta la loro esperienza per riportare alla luce opere di grande valore e straordinaria bellezza, ma investendo anche in tecniche diagnostiche e dispensando consigli utili ad una maggiore comprensione di tutte le fasi del recupero del manufatto stesso. Grazie a questi nuovi dati è stato possibile rivedere le attribuzioni, la datazione e il contesto storico di tutte le opere che saranno esposte – conclude Alessi – attraverso una chiave di lettura totalmente nuova e con il supporto di uno studioso di chiara fama come Claudio Strinati. E’ il caso di una stupenda Madonna con bambino che verrà presentata come un rarissimo autografo di Filippo Germisoni detto il Moletta, attivo su basi documentarie a Roma e nella provincia di Viterbo accanto ad un grande protagonista come Marco Benefial”.

“Un’opera – dichiara Claudio Strinati – che presenta un’interessante connessione con quella scuola, anomala e raffinata, che ebbe in Benefial il suo esponente di punta e che rende il nostro dipinto di estremo interesse”.

Verrà ripresentato al pubblico anche un ritratto di papa Clemente XIV la cui qualità, svelata dai restauri, ha confermato trattarsi di un autografo di Giovanni Domenico Porta, ritratto nella sua iconica immagine benedicente. Magnifici i bagliori di luce degli ori, realizzati con trascurata maestria, che, risaltando nitidi dalla veste di velluto rosso, fanno da contrappunto alla fisionomia del pontefice, resa con grande perizia tecnica e intensità magistrale.

Chiuderanno la mostra una sezione di arte liturgica con due splendidi reliquari di San Giusto e di Santa Elisabetta (il primo datato 1645; il secondo dei primi del XVIII secolo) a cui si affiancano una croce astile in legno scolpito, dorato e argentato del XVIII secolo e un raffinatissimo altarolo in legno dorato e argentato riproducente l’iconografia del Cristo del Sacro Cuore (la cui datazione oscilla tra la fine della seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo) appartenuti ai frati francescani vissuti nel limitrofo convento aquesiano.

Tutte queste opere, precedentemente collocate nei depositi, saranno, a partire da questa mostra, parte integrante del percorso del museo, completamente rivoluzionato per l’occasione.

Organizzata dal Comune di Acquapendente con la collaborazione della diocesi di Viterbo, ha il patrocinio della Soprintendenza per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo.

Nell’immagine di copertina l’olio su tela di Giovanni Domenico Porta che ritrae papa Clemente XIV (1769-1770).

Stati Generali 02 800x120
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
lafune_300 x 600
POST FB 02
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2