La bellezza delle Olimpiadi e lo sforzo di Michelini

Questa settimana il sindaco Michelini si è dato da fare per salvare la possibilità delle Olimpiadi in Italia. Ma il suo impegno, unito a quello dei capoluoghi del Lazio, è stato vano. Sarebbe stato forse meglio impiegare qualche minuto in più a cose viterbesi su cui mettere le mani.
Questa settimana il sindaco Michelini si è dato da fare per salvare la possibilità delle Olimpiadi in Italia. Ma il suo impegno, unito a quello dei capoluoghi del Lazio, è stato vano. Sarebbe stato forse meglio impiegare qualche minuto in più a cose viterbesi su cui mettere le mani.
Sta di fatto che abbiamo deciso di regalare ai viterbesi questo fotomontaggio, che ironizza sull’impegno dell’amministrazione Michelini sul fronte Olimpiadi 2024.
Fotomontaggio: Ideazione Roberto Pomi, esecuzione grafica Luca Appia.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















