La bellezza delle fontane di Villa Lante intrappolate dal ghiaccio

Temperature a picco nella Tuscia e uno dei luoghi più suggestivi da visitare in queste giornate di gelo è sicuramente la "madre dei giardini all'italiana": Villa Lante. La fontana del "quadrato" è un qualcosa di davvero straordinario in questi giorni dell'anno, con tanto di "Mori" imprigionati nel ghiaccio.
Temperature a picco nella Tuscia e uno dei luoghi più suggestivi da visitare in queste giornate di gelo è sicuramente la “madre dei giardini all’italiana”: Villa Lante. La fontana del “quadrato” è un qualcosa di davvero straordinario in questi giorni dell’anno, con tanto di “Mori” imprigionati nel ghiaccio.
“Barbe bianche” anche sui leoni della base. Alla fontana “delle candele” stalattiti di ghiaccio. Le stesse attaccate alle zampe del Pegaso. Una bellezza d’arte e di ghiaccio.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















