La bellezza del Rinascimento raccontata da Elisabetta Gnignera
Foto Gnignera
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In diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e de La Fune, tutte le ultime domeniche del mese alle 21:30, Elisabetta ci guiderà in un viaggio nel tempo dal titolo “Stile e vesti delle Virago del Rinascimento".

IL CORNER DEL PROFESSORE – L’Italia ha portato nel mondo il bello nel magico periodo del Rinascimento. Quando dobbiamo far mangiare i nostri figli tutto passa in secondo piano come è giusto che sia compresa la bellezza. Eppure in tutte le altre scelte importanti, senza pericolo di vita, il bello sembra da decenni diventato una questione solo privata.

Ovviamente nella scelta del partner l’aspetto estetico è determinante. Alcune delle nostre case sono affascinanti e curatissime. Per la nuova e fiammante autovettura facciamo follie economiche. Nelle nostre antiche e nobili città esistono ancora armonie affascinanti capaci
di attrarre nel Bel Paese ospiti da tutto il mondo.

Abbiamo però perso la centralità del bello nel progettare nuovi spazi o ridisegnarne altri. Sicuramente sembra una virtù privata e non certo una naturale ambizione della società. Lo spazio in foto della Galleria de “la via degli artisti” a via cardinal la Fontaine angolo piazza San Carluccio è amatissimo dai turisti e speriamo presto di modello per tutto San Pellegrino.

Per fortuna esiste ancora chi al bello, alla cultura e al fascino dedica la vita. Elisabetta Gnignera è una viterbese che si ciba, scrive e pensa al bello 365 giorni all’anno.

Scrittrice di saggi e libri, ormai da decenni continua a riportare la bellezza nel baricentro della
propria esistenza. Non a caso la sua è una vita di studio e cultura, di curiosità e attenzione a scoperte dal sapore antico. Moltissime le sue monografie e interventi in settori altamente specializzati. Scrive spesso di abiti e di arte; fa consulenze in tutto il mondo. Legge scrive e parla in tre lingue. In altre parole una donna del Rinascimento. Mai definizione fu più azzeccata. Da San Martino, nel cuore della Tuscia, la terra nascosta tra Roma e Toscana, parte spesso per destinazioni in tutto il mondo dove va a raccontare di abiti, di bello e della storia che ci rende per sempre grandi anche se spesso sembriamo averla dimenticata. Grazie Elisabetta, per favore continua a fare quello che fai tutti i giorni.

La Tuscia è.. un ribollir dei tini culturali. Avrei piacere tutti sapessero tutto quello che bolle in pentola. Nel caso di Elisabetta non ho accettato no come risposta. La ho corteggiata per mesi e finalmente ha accettato, sembrerebbe solo per me: da luglio 2024, in diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e de La Fune, tutte le ultime domeniche del mese alle 21:30, Elisabetta ci guiderà in un viaggio nel tempo dal titolo “Stile e vesti delle Virago del Rinascimento: “.

Per la prima puntata, domenica 28 Luglio 2024, alle ore 21:30 ci racconta di Caterina Sforza. Domenica 25 agosto 2024, ore 21:30 Lucrezia Borgia. Domenica 29 settembre 2024 Isabella d’Este. Domenica 27 ottobre 2024, ore 21:30, Vittoria Colonna. Questa prima serie finisce Domenica 24 novembre 2024, ore 21:30 con Olimpia Maldalchini Pamphili. La mia speranza è di convincerla a proseguire con un appuntamento mensile per aiutarci a portare il bello e la cultura nel baricentro della nostra vita. Di sicuro possiamo partire da Elisabetta.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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