La Bella nel secolo del bello: Giulia Farnese
Foto Giulia Farnese
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SPECIALE GIULIA FARNESE - E' l’amante del focoso e affascinante don Rodrigo, il cardinal Borgia, ed è perfettamente consapevole della missione che la famiglia le ha affidato: il fratello deve fare carriera ecclesiastica.

SPECIALE GIULIA FARNESE – All’età di 15-16 anni Giulia Farnese è sposata con un Orsini, Orso, figlio di Adriana De Mila. E’ l’amante del focoso e affascinante don Rodrigo, il cardinal Borgia, ed è perfettamente consapevole della missione che la famiglia le ha affidato: il fratello deve fare carriera ecclesiastica.

Probabilmente intuisce di dover diventare almeno la favorita se non addirittura una necessità per l’alto prelato. Ormai educata alla vita romana, diventa progressivamente sempre più affabile e affascinante, mantenendo la giocosità e la freschezza della sua giovanissima età. Chiunque venisse in contatto con lei la descrive come irresistibile. Forse seguendo una moda francese impara ad acconciare i lunghissimi capelli con una retina d’oro che la rende quasi eterea.

La sua apparenza molto latina non solo non ne sminuisce la presenza anzi, la rende unica sebbene all’epoca fossero ricercati capelli biondi e occhi azzurri. E’ nota per i profumi, la sua presenza è avvertita senza la necessità di vederla. É giovane, sicuramente bellissima, probabilmente civettuola e aperta allo scherzo. Uno strano gioco era in voga: in una festa sul suo seno si fermarono 18 confetti vincendo la competizione.

In seguito alla maternità, ingrassata di qualche kilo, divenne ancora più bella. Forse la figlia Laura è del Papa a cui però non interessava nulla della neonata, aveva occhi solo per Iulia. A 18 anni è mamma e la regina di Roma. Ricercatissima nel vestire e nei gioielli, affabile e bellissima ci dà l’idea di una leggerissima e affascinante farfalla nelle stanze del potere.

Questo è il periodo più intenso del Rinascimento italiano. La vita per i nobili sconfinava continuamente tra lusso ostentato e sprechi, potere e sessualità intensamente vissuta. Giulia sembra trovarsi a suo agio e interpreta perfettamente il ruolo della concubina sia per la sua apparenza più che attraente, sia per il suo unico saper fare. Ricercata, amata, ben voluta e giovanissima. La sua vita deve esserle sembrata un sogno.

Il focoso Papa doveva essere un vero don Giovanni. Forse la stessa Adriana De Mila, sua cugina, ha avuto una storia con lui. Ma Giulia La Bella sbaraglia il campo. Il suo fascino fa del Papa il suo suddito. Presto il fratello diventa Cardinale per volontà di Papa Borgia (leggi volontà della sorella). Con tanto potere vengono anche dei pesanti compromessi. Giulia è ormai l’attenzione primaria del Papa che non accetta di buon grado né le visite alla famiglia di lei né la vicinanza del marito, cui viene dato rango e stipendio pur di tenerlo lontano. L’arzillo don Rodrigo in questo momento non vede altre: una bella Gonzaga prova a proporsi abbastanza esplicitamente. Questa era stata resa famosa da una cosiddetta gara di bellezza con Giulia e Lucrezia, addirittura vinta dalla stessa Gonzaga. Il Papa non le risponde neanche, vuole solo Giulia.

Lui è uno degli uomini più potenti del mondo ma subisce la “paesanotta” venuta dalla Tuscia. Il rapporto doveva essere almeno morboso per l’alto prelato. In una lettera, forse per distogliere da sé la possibile paternità, il Papa le dice di non andare a “Bassanello” altrimenti il marito la “ingravida” nuovamente. Probabilmente dietro la lettera c’è l’arguzia del suo animo politico: pianificava la conquista del regno d’Italia per la propria dinastia e per evitare problemi di successione si premunisce ma, soprattutto, la sua attenzione era solo per La Bella.

In questo periodo Giulia si comporta come le viene chiesto ma con una eccezione. In un famoso viaggio a Pesaro, per le nozze dell’amica Lucrezia, si lascia andare e balla divertendosi lontana dal Papa. Qui non è la signora del salotto di Roma, è la luce del party. Nella lettera che manda al Papa sembra sentirsi in colpa di essersi divertita troppo. Il geloso amante mal digerisce ogni forma di ribellione o divertimento lontano da lui. Ma dalla stessa lettera è chiaro che è lei a gestire le “danze” con l’insicuro fidanzato. Gioca con i sentimenti del Papa quel tanto che basta. Lo rende insicuro per poi dichiarargli devozione.

Ovviamente le analisi psicologiche su Giulia sono solo frutto di informazioni parziali e descrizione di eventi da parte di altri. Ma sembrerebbe chiaro, anche per come si comporterà nel proseguo della vita, che Giulia sia perfettamente consapevole di giocare il proprio ruolo. Fu sempre attenta a non forzare la mano. Per qualche anno sembrò accettare di vivere nell’ombra. Il suo amante, sicuro di Giulia praticamente reclusa nel palazzo della famiglia Borgia, si dedicò alla politica e provò seriamente a far diventare il figlio, Cesare Borgia, Re d’Italia.

Ovviamente fece male i calcoli. Questo è uno dei momenti nella storia in cui l’Italia è ricchissima ambita e un punto di riferimento per tutti. Il Rinascimento è il periodo aureo della penisola nonostante sia frammentata e sempre in guerra. Anche senza uno stato unitario domina il mondo culturalmente. Chiunque nel pianeta voglia darsi un tono prova a parlare italiano e Giulia ne è di fatto la regina. Sa gestire molto bene la fortuna capitatale. Quando sente di non essere più irresistibile accetta di passare in qualche modo in secondo piano. Addirittura negli ultimi anni di vita del Papa questo ha una nuova e giovane concubina portatagli dal figlio dalla Spagna. Ma Giulia sa come comportarsi.

Inizia a viaggiare verso Bassanello dove la giovanissima figlia è ormai la signora di casa anche perché Orsino Orsini il marito storto, orbo da un occhio e invero bruttino, era morto. Il Papa muore lasciando dietro di sé tutto meno che ammirazione: è odiato. Qui un altro momento chiave per capire l’affascinante figura di Giulia. Capisce perfettamente la situazione e si trasferisce nel poco noto e poco nobile Carbognano, al centro di quella che oggi viene chiamata la terra delle nocciole. Sembra capire di doversi far da parte e si fa trovare pronta alla nuova sfida: la vita dopo Roma.

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Marzo 2024 è il mese del V Centenario della Morte della Bella. Sui canali social di Tuscia in Fiore e de La Fune interviste a studiosi ed appassionati del rinascimento tutte le sere dalla domenica al giovedì alle 21:30 in diretta fino al Vernissage della mostra a lei ispirata il 23 Marzo 2024 a piazza del comune Viterbo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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