La battaglia contro la monocoltura del Biodistretto della via Amerina ripresa da Ansa e Repubblica
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La battaglia del bio-distretto della via Amerina e delle Forre contro la monocoltura e contro “il modello Nocciola” ha trovato così risonanza nazionale.

l’Incontro internazionale sulla filiera della nocciola che si è tenuto a Nepi martedì scorso, è stato raccontato anche da testate nazionali. La battaglia del bio-distretto della via Amerina e delle Forre contro la monocoltura e contro “il modello Nocciola” ha trovato così risonanza nazionale. Da tempo il bio-distretto della via Amerina e delle Forre si batte per portare all’attenzione la necessità di una difesa del territorio e di una svolta sostenibile delle colture della nocciola.

L’incontro internazionale a cui hanno partecipato delegazioni da Turchia e Georgia, gli altri due più importanti produttori di nocciole a livello internazionale, aveva l’obiettivo di “costruire nuovi rapporti di alleanza al fine di rafforzare i propri diritti e le capacità di negoziare su tutti i differenti tavoli di commercializzazione”.

“I territori e le comunità locali – spiega il biodistretto della via Amerina e delle Forre – pagano i costi sociali e ambientali di questo modello con aumento vertiginoso dell’inquinamento e dello sfruttamento delle risorse naturali. L’insostenibilità di questo modello è molto evidente”.

Dopo gli incontri, la manifestazione davanti alla Federalimentari insieme alle organizzazioni di contadini turchi e georgiani.

L’articolo de La Repubblica e la nota di Ansa.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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