La band viterbese Giorni Anomali in concerto in Nuova Russia, per portare aiuti umanitari
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La band viterbese 'Giorni Anomali' in concerto in Nuova Russia. "Lo scopo del nostro viaggio in Donbass è quello di portare aiuti umanitari alle popolazioni martoriate dalla guerra Russo-Ucraina", così i membri del gruppo.

La band viterbese ‘Giorni Anomali’ in concerto in Nuova Russia. “Lo scopo del nostro viaggio in Donbass è quello di portare aiuti umanitari alle popolazioni martoriate dalla guerra Russo-Ucraina: aiuti di tipo materiale (soldi-medicine-cibo-giocattoli), aiuti di tipo umano (due concerti di piazza nelle principali città della Repubblica Indipendente della Nuova Russia)”, raccontano i membri del gruppo.

La carovana di aiuti partirà da Viterbo con un furgone per poi passare in Nord Italia e ricongiungersi ad altri due mezzi carichi di viveri e medicine. Il Tema della guerra del Donbass è già stato affrontato da diverse testate giornalistiche italiane.
Le associazioni internazionali che prenderanno parte alla spedizione sono: Save the Donbass People e Coordinamento Solidale per il Donbass.

L’invito a realizzare i due concerti parte da una richiesta ufficiale del Governo della Nuova Russia, inoltre il viaggio sarà patrocinato dal Comune di Viterbo. “Saremo il primo gruppo europeo a suonare in eventi pubblici di piazza della Repubblica Indipendente da poco fondata”, così i Giorni Anomali che ieri mattina hanno presentato l’iniziativa in conferenza stampa a Palazzo dei Priori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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