La Banca di Viterbo aderisce al Gruppo Bancario Cooperativo
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Ratificata la decisione del consiglio d'amministrazione dell'istituto di credito viterbese

La Banca di Viterbo aderisce al Gruppo Bancario Coopeativo. La decisione è stata presa lo scorso sabato all’interno di un’assemblea ordinaria dei soci alle Terme dei Papi di Viterbo.

Fra i temi principali della riunione c’era l’approvazione del bilancio e proprio il voto sull’adesione alla holding. Il tutto è stato reso necessario da un recente decreto governativo, da poco approvato alla Camera, che racchiude alcune misure sulla riforma delle banche di credito cooperativo. Secondo il provvedimento, infatti, l’esercizio di attività bancaria, in forma di credito cooperativo sarà consentito solo agli istituti di credito appartenenti a una holding, ovvero al Gruppo Bancario Cooperativo.

Da poco il cda della Banca di Viterbo aveva deciso di utilizzare questa soluzione, invece di optare per il piano B. L’alternativa, infatti, sarebbe stata quella di trasformare la Banca in una Spa e richiede l’autorizzazione alla Banca d’Italia. Opzione che non è diventata necessaria, visto che l’assemblea dei soci con ratifica a maggioranza, ha deciso di aderire alla holding, facendo così decadere il piano B.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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