“La Asl ripristini subito l’anestesista al pronto soccorso di Acquapendente”
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ACQUAPENDENTE - Per il sindaco Angelo Ghinassi senza questa figura professionale il rischio è troppo alto.

ACQUAPENDENTE – In relazione ai provvedimenti con cui la Asl disponeva la riduzione della presenza del medico anestesista all’ospedale di Acquapendente a causa dell’emergenza coronavirus, che abbiamo accolto con spirito di collaborazione, ci era stata assicurata la piena funzionalità operativa del pronto soccorso attraverso il personale del 118.

Tale aspetto è di cruciale importanza, tanto da costituire un presupposto imprescindibile, in mancanza del quale il servizio non garantisce la salute dei pazienti.

Come drammaticamente è stato possibile verificare in concreto, le condizioni annunciate si sono dimostrate meramente apparenti, in quanto la mancanza di un medico anestesista in sede, ha lasciato il pronto soccorso di Acquapendente nell’impossibilità materiale di fronteggiare le emergenze che una struttura di pronto soccorso deve poter gestire in sicurezza e tempestività, quali quella che ha interessato il paziente colpito da ischemia, che il 12 aprile scorso ha dovuto attendere svariate ore prima di poter essere stabilizzato, riportando conseguenze ancora da valutare.

Risulta ormai evidente il pericolo a cui rimane esposto l’ospedale di Acquapendente ed il comprensorio da questo servito, che non possono più contare realmente sulla struttura di pronto soccorso esistente e deputata a fronteggiare le emergenze della vasta area di competenza.

La condizione in cui attualmente versa il pronto soccorso di Acquapendente, non adeguatamente coperto da personale medico anestesista, costituisce non solo una grave ed inaccettabile limitazione ma addirittura una circostanza di aggravamento e di pericolo per la popolazione che in caso di emergenza si indirizza verso l’ospedale di Acquapendente.

Tenuto conto del gravissimo rischio che il perdurare di tale condizione comporta, ho chiesto alla direzione sanitaria di ripristinare immediatamente la copertura di personale medico anestesista presso il pronto soccorso di Acquapendente, onde scongiurare il verificarsi di gravi e irreparabili danni a carico di pazienti critici che allo stato attuale – come già verificatosi – non possono essere stabilizzati in caso di urgenze.

Si tratta con tutta evidenza di una esigenza di tutela e di salvaguardia che neppure la contingente emergenza sanitaria può pregiudicare in quanto avente ad oggetto essa stessa la necessità di fronteggiare situazioni di emergenza che inevitabilmente si presentano e si presenteranno e che, dunque, non consentono di veder stornate risorse di organico, specie specialistiche, che devono, anzi, essere garantite se non potenziate, proprio per poter far fronte all’una ma anche alle altre.

Diversamente, non potendo consentire il perdurare di una simile condizione di esposizione ad ingiustificati rischi, a fronte della mancata adozione di idonei ed esaustivi provvedimenti immediati, risulterà inevitabile l’adozione di iniziative di tutela amministrativa e giudiziale idonea al ripristino della capacità operativa dell’unità di pronto soccorso di Acquapendente.

La comunicazione, oltre ai dirigenti della Asl e dell’ospedale, è stata inviata anche al prefetto di Viterbo e ai sindaci di Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, Proceno e San Lorenzo Nuovo.

Angelo Ghinassi
Sindaco di Acquapendente

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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