La 2° Commissione intasata dalle liti: il piano per la Volpara crea il panico
Ciambella
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Lo sfilacciarsi della maggioranza in vista del voto sul bilancio, con vari consiglieri del centrosinistra pronti a non votare nulla per spirito di gruppo, non fanno altro che avvelenare un clima già di per sé irrespirabile.

La pratica in Commissione non si discute: il manifesto contro Fioroni, i disaccordi in maggioranza e l’innalzamento del livello dello scontro politico tra maggioranza e opposizione mettono in secondo piano il piano di alienazioni e valorizzazioni in seconda Commissione. Un piano aspramente criticato da Gianmaria Santucci, che non sarebbe benvoluto, oltre che dall’opposizione, anche da pezzi consistenti della maggioranza. La dura critica di Santucci, espressa in diretta radiofonica su Sbottonati e ripresa poi da La Fune, non è piaciuta all’assessore Luisa Ciambella. 

Lei, vicina a Fioroni, attaccato da una scritta a Santa Barbara, ieri è apparsa molto arrabbiata e ha chiesto di abbassare i toni. Il piano in discussione, secondo parte della maggioranza, non sarebbe un assist alla speculazione, come sostenuto da Gianmaria Santucci, che nonostante le rassicurazioni, continua a ritenerlo pericoloso, ritenendo la delibera proposta dalla maggioranza molto vaga.

Nel piano, sul quale pare esserci confusione, non ci sarebbe spazio per una nuova città, tantomeno per una nuova area per negozi o centri commerciali. Nell’intenzione dell’amministrazione ci potrebbe essere solo l’idea di riprovare a piazzarci la Fiera, dopo i fallimenti di Tuscia Expo. Di tutto ciò se ne sarebbe dovuto parlare ieri in Commissione, ma in realtà si è parlato di tutt’altro. Ovvero del manifesto contro l’on. Fioroni, del clima sempre più teso e delle responsabilità dei politici, se non di quella dei giornali e quindi delle dichiarazioni di Gianmaria Santucci e di chi le ha pubblicate (La Fune, ndr).

In un contesto del genere, lo sfilacciarsi della maggioranza in vista del voto sul bilancio, con vari consiglieri del centrosinistra pronti a non votare nulla per spirito di gruppo, non fanno altro che avvelenare un clima già di per sé irrespirabile.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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