L'8 marzo anche Viterbo aderisce allo sciopero globale delle donne
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In occasione della festa della donna, "Non una di meno" si mobilita contro le discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro e nella vita

VITERBO-  In occasione della festa della donna, “Non una di meno” si mobilita contro le discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro e nella vita.

La città di Viterbo sciopera la violenza strutturale che colpisce la vita delle donne, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini.
Precarietà e sfruttamento pesano il doppio sulle donne, costrette a sobbarcarsi il carico di un welfare ormai inesistente. Insulti, molestie e ricatti sessuali avvengono quotidianamente sui posti di lavoro, fra le mura domestiche e sulle strade. Al grido di “Non una di meno” l’8 marzo sarà sciopero generale, globale.

Dal Brasile all’Ungheria, dall’Italia alla Polonia, le politiche contro le donne, la difesa della famiglia e dell’ordine patriarcale e gli attacchi alla libertà di abortire vanno di pari passo con la guerra aperta contro gli sfruttati, i migranti e i rom.
Patriarcato, razzismo e sfruttamento sono armi diverse in mano al Capitale che hanno tutte lo stesso scopo: silenziare qualsiasi protesta. Padri e padroni, governi e chiese, vogliono “rimetterci a posto”. 
L’8 marzo, a Viterbo, come in tutto il mondo, sarà una giornata in cui le lotte che, quotidianamente, portiamo avanti saranno visibili.

Con lo sciopero dei e dai generi per la liberazione di tutte le soggettività. Si sciopera per il diritto all’autodeterminazione sui propri corpi contro le violenze e le patologizzazioni imposte alle persone trans e intersex. Con lo sciopero dei consumi e dai consumi per un altro modo di vivere, alternativo alle colonizzazioni e allo sfruttamento dei territori e dei corpi umani e animali. Con lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo per bloccare ogni ambito in cui si riproduce violenza economica, psicologica e fisica sulle donne.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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