L’ Unitus celebra dieci anni di collaborazione con la Georgia
W1558708788K902677
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Una cerimonia per celebrare i dieci anni di scambi culturali e di studenti e collaborazione didattica tra l'Università della Tuscia e la Georgia si è svolta presso rettorato di S.Maria in Gradi. Nei giardini del complesso universitario di S.Maria in Gradi sono stati allestiti stand con prodotti tipici dell'artigianato georgiano.

VITERBO – Una cerimonia per celebrare i 10 anni di scambi culturali e di studenti e collaborazione didattica tra l’Università della Tuscia e la Georgia si è svolta presso rettorato di S.Maria in Gradi. Erano presenti il rettore dell’UNITUS Alessandro Ruggieri, l’ambasciatore georgiano in Italia Konstantine Surguladze, la Giovane Ambasciatrice georgiana Neno Gabelia i professori Edoardo Chiti, Leonardo Varvaro e Nicolò Merendino, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Viterbo Antonella Sberna, decine di studenti georgiani e ospiti georgiani residenti a Viterbo. Nel saluto di benvenuto Ruggieri ha ricordato come all’Università di Viterbo si siano laureati molti giovani della Georgia che poi sono tornati nella loro patria, così come anche decine di studenti italiani siano stati ospitati in quel Paese per studio. Ha ricordato anche la profonda amicizia che lega le due Nazioni e in particolare l’Università della Tuscia e la Georgia. L’ambasciatore Konstantine Surguladze ha evidenziato i valori scientifici dell’Ateneo viterbese e l’alta e preziosa formazione didattica. Attualmente sono una ventina gli studenti provenienti dalla Georgia che prodotti dell’artigianato tipico frequentano all’UNITUS corsi di economia, giurisprudenza e agraria. Surguladze ha poi sottolineato l’importanza della cultura per i giovani per il corretto sviluppo di un popolo e per il progresso. Nei giardini del complesso universitario di S.Maria in Gradi sono stati allestiti stand con prodotti tipici dell’artigianato georgiano.

aiac_banner_02
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
monastero interno
asvis 2
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
POST FB 01
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600