L’ ultimo saluto di Brignano a Gigi Proietti: "Non ci riesco...Perdoname a Gì"- VIDEO
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ROMA - Il comico romano, allievo di Proietti, ha letto una lunga ed emozionante lettera al Globe Theatre, nel giorno dei funerali del suo maestro - GUARDA IL VIDEO

ROMA – “Maestro mio, è arrivato il momento dei saluti…”, così, in un Globe Theatre nel quale il mondo dello spettacolo ha abbracciato idealmente – per l’ultima volta – Gigi Proietti, Enrico Brignano ha iniziato la sua lettera.

“Se fossi bravo come te – ha proseguito il comico romano, allievo di Proietti – avrei composto un sonetto una poesia. Per dire quello che sei stato veramente. E quello che sei adesso per tutta questa gente. Ti avrei descritto senza alcun timore. Gigi – ha proseguito Brignano con la voce strozzata dall’emozione – Grande Attore Regista Mattatore cesellatore arguto, umile stratega artigiano felice, nella sua bottega. Quel tuo saper giocare ad inventar la vita a trasformarla, rendendola leggera. Gioco dopo gioco, sera dopo sera, e questa leggerezza quanto mi è servita! Veder l’abisso e dire ‘sì, io mi ci butto’, prendere il niente e trasformarlo in tutto”.

“Ma io non lo so fa’. E allora – ha continuato l’attore – lo faccio in prosa a modo mio, come mi viene meglio, anche se è difficile trovare la forza per salutare te che mi hai aperto la porta dei sogni, che sei stato il mèntore per eccellenza, che in tutti noi allievi hai ispirato desiderio di emulazione ma allo stesso tempo ci hai insegnato a essere noi stessi: eri… sei un gigante con cui ci siamo dovuti confrontare ma sei stato anche il nostro riparo ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno. La prima volta che ti vidi da vicino, era un giorno di Aprile del 1988 voce imponente, volto autorevole, così alto… con una testa così piena di capelli… mi sentii tremendamente intimidito; poi pian piano mi sono abituato all’idea, così cominciai a chiamarti come facevano gli altri “Giggi” con due gg e cominciai ad amarti senza remore senza infingimenti cercando di assorbire quanto potevo, ogni volta che ti ero vicino. Vederti su un palcoscenico è sempre stato un privilegio per tutti e un dono per chi spera di fare questo mestiere”

“Grazie Gigi. Eri e sei pura luce; ti sei lasciato dietro uno scintillìo di cui resta un timido bagliore su tutti noi, un po’ per ciascuno. Così, mi piace immaginarti sereno nel viaggio che hai intrapreso, certo di aver fatto un buon lavoro, con il tuo baule che hai portato tante volte in scena strapieno della nostra gratitudine. Lo so. Da maestro starai pensando: ‘daje, Erì strigni… stai sotto finale…’. Stringo. Adesso non ci sei, non ci sarai per molto… molto tempo… non ci sarai… lo vedi? Non ci riesco… Perdoname, a Gì… me conosci anche tu ma io non riesco a dire la parola PIÙ”.

https://www.youtube.com/watch?v=8pwSCEVqmA4

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