L’icona della Madonna Liberatrice all’ospedale di Belcolle
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VITERBO - Il pensiero del cappellano dell'ospedale don Giuseppe Giulianelli.

VITERBO – L’icona della Madonna Liberatrice all’ospedale di Belcolle. Il pensiero del cappellano dell’ospedale don Giuseppe Giulianelli.

“Ricorre il settecentesimo anno della Madonna Liberatrice e in questo momento particolare della nostra storia, ringraziamo la sua venuta nel nostro ospedale.

Abbiamo contemplato il suo volto, abbiamo sperimentato un risveglio interiore nei nostri cuori.

Il suo amore di Madre ha contagiato il cuore degli operatori sanitari, nonché la vicinanza a chi è nella sofferenza. Tutto si è concluso con una celebrazione eucaristica nella cappella del Belcolle pregando per tutti i sanitari e i pazienti.

Ringraziamo la direzione sanitaria e gli agostiniani che si sono dedicati a questo evento. L’icona della Madonna liberatrice sarà per sempre onorata e pregata nella cappella dell’ospedale”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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