Juppiter, i trent’anni dell’associazione sul palco del Teatro dell’Unione
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VITERBO - “Noi insegniamo agli adolescenti a non avere paura delle emozioni, loro ci insegnano la strada per il futuro - dichiara Salvatore Regoli, presidente di Juppiter -. Hanno bisogno di cura, ascolto, grandi avventure. Tutto quello che abbiamo costruito in trent’anni è figlio dell’emozione”.

VITERBO – “Questo palco contiene circa 300 ragazzi stasera e sono solo una rappresentanza” così Salvatore Regoli, presidente di Juppiter, ha concluso la serata all’Unione del 26 novembre.

Cosa fa Juppiter? Riesce, come ci ha detto don Mazzi, a tirare fuori il bello e il dolce che c’è in ognuno noi. Soprattutto sta dalla parte degli adolescenti, dei ragazzi speciali, delle famiglie. Juppiter ha dedicato la serata al mondo della scuola, l’unica vera e grande speranza per il futuro. “Rileggiamo il mondo della scuola con il corpo, tenendo dentro tutti, specialmente quei ragazzi che non dobbiamo lasciare da soli” ha sottolineato Regoli.

Dopo la serata al Castello di Santa Severa e la presentazione al Campidoglio del suo libro “Piccole storie nella pancia di Dio”, l’associazione legata alla Fondazione Exodus di don Mazzi ha continuato la festa del suo trentennale al Teatro dell’Unione di Viterbo, soldi out da una settimana con tutti i posti occupati, con uno spettacolo per raccontare la storia di come una piccola scuola di musica a Capranica, con un solo iscritto, sia diventata presto punto di riferimento per tanti adolescenti e genitori del territorio.

Trent’anni senza andare fuori tempo, per dirla alla Enzo Jannacci. Lo spettacolo all’Unione come un’occasione per ricordare che il cuore di Juppiter e della sua schiera di educatori batte per i ragazzi. Perché seguire i giovani è un po’ prendersi cura del futuro, coltivando la speranza di essere migliori.

Unico intervento istituzionale, di fronte ad un parterre di autorità civili e militari, quello della Sindaca Chiara Frontini: “In questa serata Juppiter con i suoi ragazzi speciali, con i suoi giovani, con gli educatori e con tutto il suo mondo ci ha fatto emozionare raccontandoci l’amore. L’amore che muove il cuore buono delle persone. Una città che guarda al domani deve ogni giorno impegnarsi per stare dalla parte dei ragazzi e del loro futuro. Questa sera abbiamo gioito della bellezza dello stare insieme. Siamo con voi, siamo Juppiter per continuare a farlo negli anni.”

Trent’anni passati nelle scuole, nelle piazze, tra i corsi di italiano per stranieri e le carovane per strappare i giovani alle dipendenze, tra corsi di musica e laboratori teatrali, tra sport e “ragazzi speciali”. “Noi insegniamo agli adolescenti a non avere paura delle emozioni, loro ci insegnano la strada per il futuro – dichiara Salvatore Regoli, presidente di Juppiter -. Hanno bisogno di cura, ascolto, grandi avventure. Tutto quello che abbiamo costruito in trent’anni è figlio dell’emozione”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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