Jack London e Orwell alla "biblioterapia" del Consorzio Biblioteche
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VITERBO - Giuseppe Manfridi ci illustrerà il “Tallone di ferro” di Jack London e “1984” di George Orwell. 

VITERBO – Venerdì 2 giugno alle 17,30, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale di Viterbo (Viale Trento, 18E, secondo piano) avrà luogo il primo evento del mese di giugno: il nostro sesto appuntamento con la biblioterapia.

Giuseppe Manfridi ci illustrerà il “Tallone di ferro” di Jack London e “1984” di George Orwell. 

Jack London, “Il tallone di ferro”

È il 1908. Jack London manda alle stampe un romanzo fantapolitico che tratta dell’ascesa di un’oligarchia dittatoriale negli Stati Uniti presentando nella maniera più esplicita la sua visione socialista, dove lo scontro che si concretizza è tra il sottoproletariato urbano e la borghesia, detentrice dei mezzi di produzione, della morale dominante e della conoscenza.

George Orwell, “1984”

Nel 1984 la Terra è divisa in tre grandi potenze totalitarie impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società. Questo è quanto immagina Orwell nel suo celebre romanzo, datato 1949. L’umanità è governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, forse un’entità astratta che appare in manifesti affissi dappertutto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di ognuno.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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