'Italiani anche noi', la serie tv ideata da Eraldo Affinati racconta le storie dei migranti a Viterbo (video)

La scuola di italiano per stranieri Penny Wirton come momento di incontro e scambio, come luogo dove costruire integrazione. L'idea dello scrittore Mondadori Eraldo Affinati esiste anche a Viterbo, grazie all'impegno dell'associazione Juppiter.
La scuola di italiano per stranieri Penny Wirton come momento di incontro e scambio, come luogo dove costruire integrazione. L’idea dello scrittore Mondadori Eraldo Affinati esiste anche a Viterbo, grazie all’impegno dell’associazione Juppiter.
Le lezioni tutti i mercoledì al Pilastro, presso la Casa delle Arti. Ieri su Tv2000 la seconda puntata della serie televisiva ‘Italiani anche noi’, pensata da Affinati per raccontare l’esperienza della Penny, ha raccontato proprio quanto accade a Viterbo. Portando a galla le emozioni e le storie dei migranti.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















