Istituto Egidi di Viterbo campione regionale di corsa campestre
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L’Istituto “P. Egidi” di Viterbo campione regionale di Corsa campestre. Ottimi piazzamenti per gli atleti viterbesi alla finale regionale alle Capannelle. 

L’Istituto “P. Egidi” di Viterbo campione regionale di corsa campestre. Ottimi piazzamenti per gli atleti viterbesi alla finale regionale alle Capannelle. 

Ricco bottino di medaglie per le scuole viterbesi alla finale regionale dei Giochi sportivi studenteschi di Corsa campestre di giovedì scorso (15 febbraio) all’ippodromo romano di Capannelle. Prestigioso risultato per l’Istituto “P. Egidi” di Viterbo la cui squadra si laurea Campione regionale per quanto concerne la categoria “cadetti”.

Ottimo terzo posto, invece, dietro Latina e Roma, per la rappresentativa provinciale al Trofeo delle Province nella categoria “ragazzi e ragazze”. Altri risultati di rilievo a livello individuale sono stati ottenuti nella categoria “ragazzi” con il terzo posto di Alessandro Panaccia (Ic “L. Fantappié” Viterbo); e nella categoria “cadetti” con il secondo posto di Simone La Vella e il terzo di Samir Rosadini (entrambi dell’Ic “P. Egidi”).

E ancora, ottimo secondo posto per Angelo Iacoponi (Ic “I. Ridolfi Tuscania) nella categoria “cadetti Dir”: mentre Matteo Cianchelli (Itc “Orioli” Viterbo) conquista il titolo di Campione regionale nella categoria “Allievi Dir”.

Infine, decimo posto per Camilla Greto (Ic “L. Fantappié) tra le “cadette”; 12° posto per Sara Corbo (Liceo “P. Ruffini” Viterbo) tra le “allieve” e rispettivamente 14° e 16° tra gli “allievi” per Federico Morgetti e Leonardo Marcucci entrambi del Liceo “P. Ruffini”.

Risultati e classifiche su: http://www.fidal.it/risultati/2018/REG16594/Index.htm

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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