Isole ecologiche da incubo - Solo schermi piatti alle Farine, grazie
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Le Farine. Lasciamo la bucolica chiesetta in pietra e ci avventuriamo alla ricerca dell’isola ecologica di quella zona. La troviamo subito, vicinissima all’imbocco della strada. Nessun intoppo lungo la salita, almeno pensavamo.

Le Farine. Lasciamo la bucolica chiesetta in pietra e ci avventuriamo alla ricerca dell’isola ecologica di quella zona. La troviamo subito, vicinissima all’imbocco della strada. Nessun intoppo lungo la salita, almeno pensavamo.

Il primo ostacolo è proprio il protagonista dell’isola di prossimità: un televisore con tubo catodico grigio grande come un masso. Proprio come un masso, si staglia davanti a noi e blocca il percorso, proprio sotto il cartello “divieto di scarico”. Chi lo ha lasciato lì deve averlo lanciato dal finestrino.

L’isola ecologica delle Farine è molto piccola, poco spazio, pochi cassonetti. Ovviamente spaccati e la maggior parte senza coperchi. Quello del vetro quasi esplode sotto il peso delle bottiglie che non vengono rimosse da tempo. Poco più giù calcinacci, buste di plastica rotte e magliette si aggrovigliano rotolando allegramente lungo la discesa che porta alla chiesa.

Chissà perché poi, in ogni isola ecologica viterbese, ci sono sempre abiti che svolazzano tra i rami degli alberi come la bandiera dei pirati sui galeoni.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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