Isole ecologiche da incubo- Posto da pilota in Strada Monte Pizzo
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Strada Monte Pizzo. A due passi dalla Palanzana. La bella zona di campagna ci accoglie con un bel sedile comodo per automobili nel bel mezzo dell’isola ecologica che serve la zona. Così comodo che il gatto che ci dorme sopra, al nostro arrivo, non si scompone e torna a sonnecchiare tranquillo.

Strada Monte Pizzo. A due passi dalla Palanzana. La bella zona di campagna ci accoglie con un bel sedile comodo per automobili nel bel mezzo dell’isola ecologica che serve la zona. Così comodo che il gatto che ci dorme sopra, al nostro arrivo, non si scompone e torna a sonnecchiare tranquillo.

L’isola di prossimità si incontra subito e da lontano sembra ben tenuta, ma solo da vicino si scopre la verità. Le briciole sotto il tappeto dopotutto non si vedono. Basta guardare dietro i cassonetti e tutto il parterre di rifiuti sfila davanti a noi in tutta la sua bruttezza. Copertoni di ruote di grandi dimensioni, vetri, scalette di alluminio
aperte e pronte per l’uso e addirittura pezzi di carrozzeria arrugginita.

Chi si è fermato a Monte Pizzo oggi ha sicuramente cambiato auto, quella vecchia è tutta lì sul bordo della strada. Non ci sono frigoriferi questa volta, dal “reparto cucina” siamo approdati direttamente in garage.

I cassonetti non hanno più la copertura, sarà colpevole il vento che soffiando forte l’ha spazzata via? Il dubbio resterà probabilmente per sempre. Non ci sono sacchetti che rotolano giù per la strada, ma di certo la pulizia non è il
piatto forte nemmeno in questa isola ecologica viterbese.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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