Isole ecologiche da incubo - L’acquitrino di Strada Teverina
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Strada Teverina, località Acquarossa. Bella strada panoramica, larga e comoda, percorsa ogni giorno da cittadini e turisti che si dirigono verso Ferento o verso Civita di Bagnoregio, che dista non troppi chilometri da Viterbo.

Strada Teverina, località Acquarossa. Bella strada panoramica, larga e comoda, percorsa ogni giorno da cittadini e turisti che si dirigono verso Ferento o verso Civita di Bagnoregio, che dista non troppi chilometri da Viterbo.

Si supera il ristorante omonimo e ecco che ci siamo: l’isola ecologica è lì, su un’altura, si nota benissimo dalla strada nonostante la boscaglia. Quello che troviamo in prossimità dell’isola è oltre ogni aspettativa. Non si vedono i colori della primavera, non si vedono le sagome delle case o dei magazzini lì intorno, si vede solo il bianco dei frigoriferi che marciscono dietro la fila di cassonetti. Rimpiangiamo quasi i vestiti svolazzanti a cui siamo abituati. 

Un ammasso immondo di frigoriferi, lavatrici, televisori e ogni altro genere di elettrodomestici ci guarda spavaldo a bordo strada. Tutto intorno è assoluto degrado. L’isola ecologica di località Acquarossa è immersa completamente in un acquitrino di fango, rifiuti e sterpaglie che formano tutte insieme una delle vergogne della nostra città e soprattutto della civiltà dei suoi cittadini. Sia di quelli che usano quell’isola, ma anche di quelli che dovrebbero tenerla pulita.

I cassonetti non hanno più una forma definita, i coperchi sono spaccati a metà, le ruote staccate e buttate nel fango e i rifiuti, non riuscendo a stare all’interno, sono riversi sulla strada. Da lontano si spera sia un miraggio, un errore. Da vicino è un vero scempio.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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