Isole ecologiche da incubo - Il fai da te della Quercia
La Quercia 0
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Strada Respoglio. Si sale lungo la strada che porta alla Palanzana, il piccolo monte che sovrasta la città e si arriva dove la strada asfaltata finisce e inizia la sterrata, quella che porta lassù in cima.

Strada Respoglio. Si sale lungo la strada che porta alla Palanzana, il piccolo monte che sovrasta la città e si arriva dove la strada asfaltata finisce e inizia la sterrata, quella che porta lassù in cima.

L’isola ecologica di Strada Respoglio ci accoglie lì, proprio nell’incrocio delle due strade, silenziosa e anche inaspettatamente pulita. Forse l’abbiamo trovata pensiamo, un’isola di prossimità finalmente degna di essere chiamata con questo nome senza sacchetti rotolanti che ci vengono incontro e stralci di materiale vario che scende giù dai rami degli alberi stecchiti.

I cassonetti giacciono tutti in fila ai lati della strada, una fila indiana ben sistemata con tanto di steccato che li allontana dalla strada battuta dalle auto durante il giorno. Qualche cartone abbandonato in un angolo, qualche busta di immondizia, ma nulla che può destare così tanto scalpore. Avviciniamo una persona che passeggia con il
cane e chiediamo se è sempre così, se veramente è tutto come sembra.

Il signore gentilmente ci racconta che da qualche tempo va molto meglio, l’isola viene pulita più spesso rispetto a quando è nata, ma il merito è degli abitanti della zona che hanno deciso di “farsi giustizia da soli”.

Guardando più attentamente i cassonetti, lo steccato e i cartelli appesi sui pali della luce è possibile notare una serie perentoria di “minacce” agli zozzoni che si divertivano a sporcare incessantemente l’isola di prossimità.

Schiacciare i contenitori, accartocciare il più possibile gli scatoloni più ingombranti, non lasciare bottiglie di vetro per terra e tutta una serie di improperie che hanno, con il tempo, allontanato i tipi dal sacchetto selvaggio. Sono tutti cartelli fai da te, scritti con la bomboletta spray e sistemati proprio sul crocevia delle due strade. Impossibile non notarli. Chiediamo al paziente passante come era la situazione prima di questo
ingegnoso metodo e quello che scopriamo è quello che sentiamo ormai da tempo e che ci aspettavamo: i sacchetti dell’immondizia invadevano quasi la carreggiata, rotolavano indisturbati giù lungo la strada Palanzana costringendo gli automobilisti a scendere dalla macchina e a spostarli per poter passare. I soliti materassi, le solite lavatrici e i solitari televisori con i vetri rotti tutto intorno.

Gli svuotamenti erano sporadici e privi di qualsiasi forma di pulizia dell’area. Che dire, un plauso va agli abitanti di questa zona che con il fai da te hanno sistemato, o quasi, una situazione che forse doveva essere risolta da altri. Un’isola felice.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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