Isole ecologiche da incubo - I “fiorellini” di località Merlano
merlano 1
800x120 (1)
Strada Sammartinese, località Merlano. Due passi dall’Ospedale Belcolle, anche meno di due. Impossibile non notare l’isola ecologica perché è in bella vista di fronte all’ingresso, accoglie per prima pazienti e visitatori.

Strada Sammartinese, località Merlano. Due passi dall’Ospedale Belcolle, anche meno di due. Impossibile non notare l’isola ecologica perché è in bella vista di fronte all’ingresso, accoglie per prima pazienti e visitatori.

Solita storia: cassonetti decentemente vuoti e decentemente spaccati nei punti giusti, pezzi di vetro grossi come muri che giacciono ai piedi del raccoglitore del vetro e qualche lenzuolo/maglietta che penzola dai rovi che sovrastano la zona. Quasi pulito. Quasi.

Il problema questa volta non è l’isola di prossimità in sé, ma tutto quello che c’è intorno. Facendo comunque parte della zona dovrebbe, allo stesso modo, essere pulita, mica sempre per carità (per non chiedere troppo), ma almeno un paio di volte l’anno proprio a essere permissivi.

La primavera è arrivata prima in località Merlano: non fiori, ma immondizia di ogni forma, colore e dimensione. Tutta la zona intorno all’isola ecologica è un fiorire di rifiuti lasciati a marcire da chissà quale genio, sacchetti dell’immondizia colmi di immondizia lasciati a dieci metri dal cassonetto apposito come se scendere dall’auto fosse una delle fatiche di Ercole. Per ogni incivile che lascia immondizia ovunque, c’è anche chi, durante lo svuotamento dei cassonetti, non guarda al di là del naso.

Quella del Merlano non è l’unica isola ecologica della strada Sammartinese. La seconda è dentro il parcheggio del presidio ospedaliero, ben chiusa e delimitata da un cancello impossibile da varcare, ma in fondo non c’è così bisogno di attraversare quel limite. Basta parcheggiare, tirare giù il finestrino e guardare laggiù: stessa
“primavera” trovata in località Merlano.

800 Confartigianato
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
TdP_Inalazioni
Onda
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Fune 300x300
monastero interno
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
POST FB 02