Isole Ecologiche da Incubo - Cassia Nord, regno dei frigoriferi
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Strada Cassia Nord. Regno del traffico veloce per arrivare in città, dei tanti negozi che vendono di tutto, dei mille servizi, ma anche regno incontrastato dei frigoriferi abbandonati.

Strada Cassia Nord. Regno del traffico veloce per arrivare in città, dei tanti negozi che vendono di tutto, dei mille servizi, ma anche regno incontrastato dei frigoriferi abbandonati.

Nascosta dagli alberi e lontana da occhi indiscreti, sorge l’isola di prossimità che serve tante abitazioni che si trovano su questa lunga strada. E’ qui che possiamo trovare l’ultimo modello di frigorifero, quello che fa proprio tutto anche i cubetti di ghiaccio che piacciono tanto agli americani.

La storia è sempre la stessa: isola ecologica decentemente pulita, con cassonetti quasi sgombri, ma ridotti a vere carcasse fantasme e, nella parte più nascosta e intima della strada, una montagna di ferraglia e gommapiuma ammassata con cartello che recita “Non toccare, in fase di smaltimento”. Astanteria di frigoriferi che non
funzionano più.

Poco più in là, lontano da occhi indiscreti, è possibile notare anche copertoni per gomme di automobili così tanti da far invidia ad un gommista e una cospicua quantità di vetri rotti da far, questa volta, gola ad un vetraio. L’isola ecologica della Cassia Nord, non smentisce le nostre aspettative e quelle degli abitanti della zona, pulita a intervalli irregolari con cassonetti che si spaccano sotto il peso dei tanti sacchetti che gravano con il loro peso al loro interno. Quasi del tutto scongiurati i “furbetti dal sacchetto veloce” però sempre poca cura per quella zona che, dopo le sei di sera, è al buio completo e che invita a buttare selvaggiamente spazzatura di ogni forma e dimensione. La fiera del frigorifero abbandonato in attesa di smaltimento.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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