Isole ecologiche, a Vitorchiano le fanno meglio. Il sindaco Grassotti sembra un marziano rispetto a quanto accade nel capoluogo
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VITORCHIANO - Un'isola ecologica da mozzare il fiato. Se la stanno trovando davanti agli occhi, in questi giorni, i cittadini di Vitorchiano. Stentano a crederci i cittadini di Viterbo, che delle isole ecologiche hanno una pessima esperienza.

VITORCHIANO – Un’isola ecologica da mozzare il fiato. Se la stanno trovando davanti agli occhi, in questi giorni, i cittadini di Vitorchiano. Stentano a crederci i cittadini di Viterbo, che delle isole ecologiche hanno una pessima esperienza.

Una struttura straordinaria, dove è possibile conferire i rifiuti differenziati dopo aver inserito l’apposita tessera personale. Un’opera di semplice civiltà ma che paragonato con quanto accade nel capoluogo della Tuscia sembra calata direttamente da Marte.

E non a caso quando le foto dell’isola ecologica di Vitorchiano sono state pubblicate nel gruppo Viterbo Civica hanno iniziato a piovere commenti. Tutti pronti a incoronare Ruggero Grassotti, al secolo sindaco di Vitorchiano, come un esempio a cui da Viterbo farebbero bene a guardare. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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