Isole di prossimità: spostarle o chiuderle? Michelini e maggioranza esprimono idee diverse
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La consigliera Melissa Mongiardo ha sollevato la questione con una interrogazione rivolta al sindaco Leonardo Michelini che ha risposto cercando di tranquillizzare indicando una strada, differente però a quella indicata ieri dal capogruppo Pd.

Rifiuti e isole di prossimità, Michelini assicura: “Presto una soluzione”, ed anche un consiglio straordinario. Ma la linea di sindaco e Pd, differisce. Il degrado delle isole di prossimità, nelle quali si accumulano rifiuti e che diventano così discariche a cielo aperto, è stato trattato ieri mattina in Consiglio comunale.

La consigliera Melissa Mongiardo ha sollevato la questione con una interrogazione rivolta al sindaco Leonardo Michelini che ha risposto cercando di tranquillizzare indicando una strada. “Abbiamo già parlato con i commissari di Viterbo ambiente – ha spiegato – ci sono atti di vero e proprio vandalismo che non viene dai viterbesi. Penso che dovremo rivedere il contratto e poi spostare le isole ecologiche in altre aree meno vicine alle strade provinciali e procedendo al monitoraggio di videocamere”. Insomma, le aree sarebbero vandalizzate dai cittadini di altre cittadine della Tuscia, come Celleno e Tuscania, secondo il sindaco Michelini e la soluzione, dunque, sarebbe quella di spostarle in aree meno vicine alle strade provinciali.

Una soluzione che non corrisponde con quella espressa ieri mattina dal capogruppo del Partito Democratico Mario Quintarelli, che rispondendo alle nostre domande in merito alle priorità della maggioranza, ha parlato di chiusura delle isole con l’estensione del porta a porta.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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