Isole di prossimità, quelle viterbesi non rispettano i più importanti accorgimenti
Comune di Viterbo
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La questione più grande riguarda la base di cemento. Lì dove questa non c'è il percolato viene assorbito dal terreno. Per il Comune di Viterbo diventa importante mettere mano alla situazione, per sviluppare un servizio di raccolta rifiuti veramente al passo con i tempi. Ma a Palazzo dei Priori sembrano non sentire bene dentro certe orecchie.

Isole di prossimità viterbesi, una situazione piena di criticità. Chi conosce la materia e la sua declinazione sul parallelo di Viterbo sa bene che lo stato delle cose non è certo dei migliori. Tante regole utilizzate in lungo e largo nei vari comuni italiani nel capoluogo della Tuscia non sono applicate e la cosa non sembra certo “buona e giusta”. Forse l’argomento è stato banalizzato e la vicenda andrebbe approfondita, da parte delle autorità territoriali.

Sta di fatto che nella maggior parte delle altre città italiane, che se ne sono dotate, troviamo una situazione disciplinata da tutta una serie di accorgimenti.

Spulciando i regolamenti in materia di isole di prossimità di diversi comuni italiani è possibile trovare cose interessanti. Così viene descritta un’isola di prossimità da Nord a Sud del Bel Paese: 1) devono essere posizionate in piano e dotate di pavimentazione e canalizzazione delle acque piovane; 2) si prevede una recinzione, alta almeno due metri; 3) si prevede una copertura per evitare l’introduzione di rifiuti non autorizzati e che l’acqua piovana entri in contatto con i rifiuti rischiando di portare nei terreni sostanze inquinanti; 4) sistemi d’illuminazione e apposita cartellonistica esplicativa su come posizionare i rifiuti; 5) un sistema di videosorveglianza continua, con registrazione, per evitare atti vandalici.

C’è anche chi prevede l’accesso all’area disciplinato attraverso schede magnetiche, che riconoscono l’utente e verificano se sta scaricando rifiuti nell’isola di prossimità corretta. Ce ne sono di attrezzate con pesatori, ma solo nei comuni virtuosi che hanno introdotto sistemi d’incentivazione della differenziata facendo pagare i cittadini in base ai rifiuti conferiti.

La questione più grande riguarda la base di cemento. Lì dove questa non c’è il percolato viene assorbito dal terreno.
Per il Comune di Viterbo diventa importante mettere mano alla situazione, per sviluppare un servizio di raccolta rifiuti veramente al passo con i tempi. Ma a Palazzo dei Priori sembrano non sentire bene dentro certe orecchie.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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