Isola Bisentina, aperto il cantiere dei lavori. Si comincia dal giardino, ogni giorno operai arrivano in barca sul posto
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Una nuova vita per l'Isola Bisentina. E' questa la speranza di tanti in riva al lago che, da quanto la famiglia Rovati ha acquistato il bene, pensano a un possibile sviluppo turistico dell'area.

Una nuova vita per l’Isola Bisentina. E’ questa la speranza di tanti in riva al lago che, da quanto la famiglia Rovati ha acquistato il bene, pensano a un possibile sviluppo turistico dell’area.

E a pochi mesi dall’acquisto qualcosa inizia già a muoversi. Ne sono prova gli operai, i giardinieri e i tecnici che hanno iniziato da qualche settimana a solcare il lago per approdare sull’isola. Partono tutte le mattine, esclusi i festivi, dal molo di Capodimonte. La traversata e poi al lavoro.

L’isola è stata acquistata nell’ottobre scorso. Già nelle prime dichiarazioni pubbliche il dottor Luigi Rovati aveva auspicato un recupero, in tempi brevi, e l’apertura di un cantiere per i lavori di manutenzione urgente dei giardini e per la messa in sicurezza degli edifici storici esistenti.

Il cantiere avviato subito dopo il passaggio d’anno sta prendendo forma. Al momento sono in corso interventi sul verde, soprattutto sugli alberi. Poi toccherà agli immobili, con attenzione particolare alla chiesa e alle sei cappelle sparse sulla superficie dell’isola.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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