Isabella Christina Felline, dalla Tuscia al Salone internazionale del libro di Torino
Isabella Felline
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MONTEFIASCONE - Abbiamo incontrato la scrittrice italo svizzera che da qualche anno vive a Montefiascone, al rientro dal Salone di Torino, che si gode mezza giornata di relax al lago di Bolsena e ci ha fatto un piccolo resoconto della kermesse.

MONTEFIASCONE – Abbiamo incontrato la scrittrice italo svizzera che da qualche anno vive a Montefiascone, al rientro dal Salone di Torino, che si gode mezza giornata di relax al lago di Bolsena e ci ha fatto un piccolo resoconto della kermesse.

Una carriera internazionale, attiva e dinamica nel mondo dell’editoria per ragazzi, è spesso in
viaggio per incontri, laboratori, readings e interviste in festival, fiere, librerie ed eventi legati ai libri ed alla formazione di educatori e scrittori. È giurata del Premio H.C. Andersen, uno dei più
importanti ed il più longevo, ha vinto numerosi premi, nazionali ed internazionali.

Ci racconta del Salone di Torino, che insieme alla fiera del libro per ragazzi di Bologna e alla fiera Più libri più liberi di Roma scandiscono il calendario di uno scrittore: sono tre attesi appuntamenti dove si presentano le nuove uscite editoriali, si incontrano scrittori, agenti, editori e anche il pubblico.

Quest’anno al Salone Isabella ha tenuto due presentazioni e due interviste sull’ultimo libro atteso, Il signor Q, illustrato da Antonio La Malfa ed edito da Errekappa: un’opera che gioca su stereotipi e pregiudizi in modo leggero ma profondo allo stesso tempo. Q è un simpaticissimo tipo molto quadrato in cui però forse qualcosa non quadra del tutto.

A più livelli di scrittura, Isabella ha realizzato un libro per bambini che è “anche” per bambini, un libro per tutti, anche per adulti, un’ottima lettura peraltro anche per i bambini durante le imminenti vacanze estive, con font a lettura agevolata e gradevolissime illustrazioni che fanno
amare da subito questo personaggio. Q è anche un simpatico pupazzo e tanto altro. Il libro ha persino una surreale e divertente appendice in latino. Mette allegria: con ironia ricorda un po’ certi personaggi alla Carlo Verdone e alla Italo Calvino, facendoci riflettere col sorriso, su chi siamo e chi vorremmo essere.

A Torino Il Signor Q è andato letteralmente a ruba: il firmacopie è durato il doppio del tempo previsto, ci sono stati momenti in cui gli autori hanno raccontato di Q, fatto dediche personalizzate e si sono generosamente prestati ai selfies con i lettori di tutte le età, con tanto di cornice in cui Q faceva capolino, come dalla copertina del libro.

È stata un’edizione davvero intensa e un po’ di quelle emozioni Isabella le porterà a breve per tutti proprio qui nella Tuscia: sabato 27 maggio alle 9.30 terrà letture ed un laboratorio a Viterbo, ai giardinetti di Piazza del Comune, in occasione del Festival Nazionale dell’Educazione Emotiva (guardate il programma ricco di eventi e personaggi e prenotatevi!), per poi correre a Parma nello stesso giorno per ritirare un premio per il suo libro Tutto d’un fiato (Gruppo Editoriale Raffaello, illustrato dalla grande Sonia Maria Luce Possentini);

sabato 3 giugno alle 11.00 sarà a Montefiascone, all’incantevole Rocca dei Papi, ospite del Festival La città dei Narratori a Montefiascone (anche questo panel ricco di eventi e personaggi), per un incontro con l’autore, aperto a tutti. Insomma, vi aspettiamo e se la primavera tarda noi intanto facciamo fiorire la cultura.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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