“Io compro bagnorese”, la nuova campagna social lanciata dal sindaco di Bagnoregio Profili
Luca Profili
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BAGNOREGIO - “Io compro bagnorese”, questa la campagna social sviluppata dal Comune di Bagnoregio. Un messaggio chiaro per invitare i propri cittadini a sostenere l'economia del territorio.

BAGNOREGIO – “Io compro bagnorese”, questa la campagna social sviluppata dal Comune di Bagnoregio. Un messaggio chiaro per invitare i propri cittadini a sostenere l’economia del territorio.

“Il Covid-19 è una minaccia per la nostra salute, ma anche per la nostra economia. Sostienila comprando nelle attività del tuo paese. Tra poco sarà Natale, quale migliore occasione per acquistare qualche regalo per chi ami nei piccoli negozi locali. Insieme possiamo fare tanto. Per noi
e per gli altri”. Questo il messaggio lanciato dall’amministrazione guidata dal sindaco Luca Profili.

“Il nostro paese è da anni una realtà aperta al mondo ma il lavoro di noi amministratori ha sempre guardato con la massima attenzione alla dimensione locale – le parole del primo cittadino Profili-.

Dobbiamo conservare l’identità perché è questa a rappresentare il vero valore che dobbiamo custodire e al tempo stesso percorrere la strada dell’innovazione della tradizione per essere attuali e attrattivi. Guardare al mondo ma essere locali, questa è la forma mentale che ritengo possa
permetterci di ottenere migliori risultati e alzare la prospettiva di qualità delle nostre esistenze.

La pandemia ha avuto i suoi impatti sull’economia di Bagnoregio, anche se rispetto a tante realtà turistiche possiamo anche questa volta ritenerci un’isola felice. E’ chiaro però che quello che stiamo vivendo è un momento storico particolare e c’è bisogno di coinvolgere tutti in un comune sentire e in un’unica prospettiva di sostegno alla comunità di cui si fa parte. Così dobbiamo sentire nostre le attività del paese e sostenerle con gli acquisti di ogni giorno e i regali che comunque non mancheranno nelle nostre case a Natale.

Quello che stiamo vivendo è il momento di stare vicini gli uni agli altri, superando divisioni e particolarismi. Compriamo bagnorese e invitiamo, con l’occasione, i cittadini di tutta la provincia a venire a Bagnoregio per trascorrere qualche ora del proprio tempo e scoprire le nostre eccellenze”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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