“Invitiamo il ministro dell’Ambiente e il presidente della regione ai funerali delle Saline”
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TARQUINIA - L'associazione ambientalista Fare verde interviene sulla grave situazione della riserva naturale.

TARQUINIA – L’associazione ambientalista Fare verde interviene sulla grave situazione della riserva naturale.

“Invitiamo il ministro dell’Ambiente e il presidente della regione Lazio ai funerali della riserva naturale Saline di Tarquinia”.

Inizia così il comunicato stampa dell’associazione ambientalista Fare verde di Tarquinia, che vuole essere al tempo stesso una provocazione e una denuncia, poiché l’acqua del mare è ormai entrata all’interno dell’oasi naturale istituita nel lontano 1980.

“Da troppi anni segnaliamo la gravissima situazione dovuta all’erosione marina – dichiara il presidente regionale di Fare verde, Silvano Olmi – alle nostre sollecitazioni, denunce, lettere e comunicati stampa, abbiamo ricevuto solo promesse e annunci che non si sono concretizzati in atti di salvaguardia dell’oasi naturalistica.

Le forti mareggiate di questi giorni hanno definitivamente compromesso la situazione mentre in passato il personale del corpo forestale, oggi carabinieri forestali, provvedeva a ripristinare la recinzione abbattuta dalle onde marine, ora non c’è più nemmeno lo spazio materiale per fare questo.

Il nostro annuncio del funerale dell’oasi delle Saline di Tarquinia vuole essere una provocazione, l’ultimo grido di aiuto a una classe politica sorda e buona solo a fare annunci.

Chiediamo al ministro Costa e al presidente Zingaretti, con forza, un urgentissimo intervento risolutivo del problema erosione. L’oasi naturalistica delle Saline non può più attendere”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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