
VITERBO – San Pellegrino deve essere riportato a una nuova vita. Rigenerarlo significa iniziare il lungo cammino necessario per fare rinascere il centro storico. Senza quella riqualificazione tutto è destinato a rimanere superficiale e con poco senso, forse inutile.
Era il 5 febbraio quando La Fune scriveva una lettera aperta al sindaco Giovanni Arena, chiedendo l’utilizzo dei 400mila euro della tassa di soggiorno per compiere l’impresa. Siamo consapevoli del quadro profondamente mutato a causa della pandemia Covid-19 ma a maggior ragione convinti dell’importanza di sostenere l’operazione.
Farlo significa programmare e iniziare a programmare è l’unica strada che l’intero territorio di Tuscia, dal capoluogo ai comuni più piccoli, può ragionevolmente percorrere. Arena non ha mai risposto alla lettera del 5 febbraio. Non è tenuto a farlo e siamo consapevoli che in questi mesi c’erano cose più urgenti da fare. Oggi abbiamo deciso di scrivere al Consiglio Comunale. Sì, vogliamo coinvolgere e interessare tutti i consiglieri della nostra prospettiva. Chiediamo a ognuno di loro di farla propria e portarla in sala d’Ercole. Se lo faranno e San Pellegrino sarà messo nella condizione di rinascere avranno fatto un passo importante nel destino della città che sono stati chiamati a guidare.
Trovino loro la strada: i 400mila della tassa di soggiorno (che qualcuno vorrebbe volatilizzale in mille rivoli lasciandoli nelle casse delle strutture ricettive, secondo la legge delle briciole oggi che ti impediranno sempre di mangiare il pane domani); l’accensione di un mutuo, un progetto ad hoc, un accordo con Regione e Ministero. A noi interessa solo il risultato.
Scriviamo questo appello a tutti i consiglieri dopo un giro, fatto ieri pomeriggio, in quello che dovrebbe essere uno degli angoli più belli e accoglienti di Viterbo. Lo sarebbe e può diventarlo ma investendoci. San Pellegrino oggi appare come una casa bellissima ma trascurata. Si tiene in piedi per quello che riescono a fare gli operatori economici che hanno lì le proprie attività.
Il lastricato è a pezzi, la cura dei dettagli zero. Quello che serve è un progetto serio, da cui fare partire concretamente il rilancio di Viterbo. Altrimenti sarà un lento galleggiare nel nulla. Cari consiglieri, battete un colpo.


















