Invasione nocciole turche, Fratelli d’Italia interrogherà il Ministro
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ROMA - "La Tuscia, con oltre 25000 ettari coltivati, fornisce il 5% della produzione mondiale, tra l’altro di altissima qualità, vista la certificazione Dop della nocciola romana, garanzia di standard elevati. Fratelli d’Italia è da sempre in prima linea nella tutela delle eccellenze nazionali e la nocciola vi rientra a pieno titolo".

ROMA – “L’invasione di nocciole turche, con oltre il 30% di importazione, ed il conseguente innalzamento del potenziale di pericolosità, per l’alto contenuto di aflatossine cancerogene, è un dato che deve destare attenzione e, nello stesso tempo, provoca grande preoccupazione – è quanto dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli e Luca De Carlo –

La Tuscia, con oltre 25000 ettari coltivati, fornisce il 5% della produzione mondiale, tra l’altro di altissima qualità, vista la certificazione Dop della nocciola romana, garanzia di standard elevati. Fratelli d’Italia è da sempre in prima linea nella tutela delle eccellenze nazionali e la nocciola vi rientra a pieno titolo.

La prova tangibile è rappresentata anche dai numerosi accordi, stretti sul territorio, con le maggiori aziende del comparto, che hanno interesse a trasformare i prodotti migliori. La nocciolicoltura costituisce inoltre, per il Viterbese, uno dei più importanti settori economici con migliaia di lavoratori impiegati, a vario titolo, nella filiera. E’ pertanto nostra intenzione presentare immediatamente un’interrogazione al Ministro competente per chiedere quali siano le misure che intende introdurre, al più presto, per evitare le gravi conseguenze derivanti dalle massicce importazioni di nocciole turche, prive dei necessari controlli di qualità e salubrità cui sono sottoposte quelle italiane.

E’ urgente un intervento rapido ed incisivo in tal senso, atto a scongiurare irreparabili rischi sia per la salute dei consumatori che per l’economia di un territorio, come quello della Tuscia, per il quale la corilicoltura rappresenta uno settori trainanti”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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