
Nel Viterbese è allarme zanzare tigre, così come in diverse parti d’Italia. Un mix di fattori climatici ne sta favorendo la proliferazione. La Tuscia è infatti inserita all’interno di uno specifico bollettino che traccia il fenomeno realizzato da Vape Foundation e divulgato da Anticimex, azienda internazionale specializzata nel pest management e nei servizi di igiene ambientale.
Secondo questi esperti e operatori del settore proprio la settimana che si sta per aprire e il weekend attuale sono individuati come il picco “dell’invasione alata”. In una scala di intensità che va da zero a quattro il Viterbese si trova nel punto più alto dell’indice di potenziale infestazione di zanzara tigre.
Come si può limitare il fenomeno e ostacolarne la diffusione? Il miglior rimedio resta la prevenzione, ovvero l’eliminazione di quei fattori che permettono lo sviluppo dell’insetto, vettore di malattie infettive nocive per la salute dell’uomo. Pper tenere lontano le zanzare sono sufficienti piccoli accorgimenti pratici, come svuotare i sottovasi delle piante ed evitare i ristagni di acqua, o adottare sistemi di disinfestazione automatica che, nebulizzando piretro o repellenti (aglio, rosmarino), permettono al privato di poter programmare giorni e orari di intervento, in assoluta autonomia.
La soluzione però per liberare seriamente le nostre città dall’invasione delle zanzare è quella di pianificare interventi mirati e continuativi nel corso dell’anno, avvalendosi di esperti del settore e del coinvolgimento attivo dei cittadini, che giocano un ruolo fondamentale per le aree private.


















