
La situazione dei lavoratori dei CUP del Lazio è critica, in forte misura ne risulta interessata anche la provincia di Viterbo. Ne abbiamo parlato con un dipendente che, per ragioni di contingenza, ha preferito mantenere l’anonimato.
Proviamo a fare ordine nella complicata vicenda del cambio appalto dei servizi esternalizzati della Asl, la parola a chi conosce la situazione dall’interno
“Alcuni servizi della ASL come il CUP, il centralino e il punto informativo sono esternalizzati, da sempre. Ciò significa che queste attività vengono svolte da lavoratori non dipendenti direttamente dalla ASL, ma da aziende che ricevono in appalto tali servizi.
Finora CUP e ReCUP sono stati gestiti dalla NTA srl, ma essendo scaduti i termini previsti dall’affidamento è stata fatta una gara d’appalto, purtroppo al massimo ribasso. La società vincitrice sta proponendo ai lavoratori un nuovo contratto, nettamente penalizzante rispetto al passato. Si tenga presente che per quanto riguarda Viterbo è stato proposto un nostro declassamento, che ci farebbe precipitare, dall’attuale contratto nazionale del commercio di quarto livello, ad un contratto nazionale di lavoro multiservizi e servizi integrati di terzo livello. Non si tratta, ovviamente, di un “solo” demansionamento del livello dei contratti, ma in termini pratici comporterebbe una decurtazione dai 150€ ai 300€ (a seconda delle ore mensili svolte) nella busta paga di persone che, in molti casi, non raggiungono i 1000€. Stiamo parlando di una retribuzione oraria che scenderebbe dagli attuali 10€ lordi addirittura a 7,50€! Stanno togliendo dignità al nostro lavoro, che è svolto anche da lavoratori svantaggiati. Tali misure riguarderebbero un totale di 2500-3000 persone nella regione Lazio, 150 solo a Viterbo e provincia, quindi avrebbero ripercussioni su moltissime famiglie. Da precisare che attualmente stiamo lavorando in proroga con il vecchio contratto, nonostante il 26 novembre sarebbe dovuto entrare in vigore il nuovo regime.”
Come pensate di comportarvi?
“Questa situazione insostenibile ha reso possibile che si formasse un fronte comune tra tutti i lavoratori iscritti a ogni sindacato (CGIL, CISL, UIL, UGL, COBAS, USB). Per il prossimo 28 novembre è in programma una manifestazione a Roma. La situazione di queste ore è grave, la società aggiudicatrice del bando sta chiamando ogni lavoratore per indurlo a firmare il nuovo contratto, molti colleghi hanno paura di perdere il lavoro non firmando, ma allo stesso tempo è talmente forte la determinazione a far rispettare i nostri diritti che ha permesso a tutti i dipendenti della nostra provincia di astenersi dal firmare.”
Ci dica quali sono le vostre richieste
“Le nostre rimostranze non si rivolgono alla società vincitrice del bando, è il bando stesso che secondo noi sarebbe dovuto essere diverso, innanzi tutto non al massimo ribasso. In un primo momento sembrava che la regione potesse sopperire alla diminuzione dei nostri stipendi con fondi straordinari ad hoc, abbiamo capito che questi fondi non esistono, anche perché si sarebbero creati dei problemi con le altre ditte escluse dal bando a causa del ribasso. La totale assenza della regione e del Presidente ci indigna, non basta il tavolo di concertazione in programma con CGIL, CISL e UIL.”
Dal mondo politico avete avuto sostegno?
“La politica si è mossa su due fronti: centrodestra e M5S. Fratelli d’Italia ha presentato in consiglio regionale la mozione di sfiducia del presidente Zingaretti, in seguito alla presentazione di un esposto all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) che sollecita un’analisi della documentazione della gara d’appalto affinché si possa stabilire la legittimità dell’affidamento e si accerti che si sia trattato effettivamente di un appalto e non di una somministrazione di servizi. Inoltre, è stata prospettata una disattenzione della legge regionale n.16 del 2007 e in generale degli accordi sindacali. Il M5S, dopo che l’assessore regionale al lavoro si è avvalso della facoltà di non rispondere di fronte a due commissioni sindacali congiunte, ha inoltrato denuncia alla Corte dei Conti, all’ANAC e all’Ispettorato del Lavoro sempre con l’intento di accertare la regolarità della procedura di assegnazione. Anche il ministro del lavoro e vice premier Di Maio si è interessato alla faccenda.”


















