Intervista a Maria Pace Guidotti, la prima storica guida della Bisentina: "L'isola è buona parte della mia vita e la cosa più bella sono i suoi tramonti”
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Maria Pace Guidotti, della serie omen nomen, è la prima guida dell'Isola Bisentina. Dopo quindici anni ci ha rimesso piede, per raccontare questo posto di magia ai Lions ospiti della famiglia Rovati, dopo un incontro tenuto nel mese di aprile a Montefiascone per raccontare il futuro di questo lembo di terra dal valore straordinario.

Maria Pace Guidotti, della serie omen nomen, è la prima guida dell’Isola Bisentina. Dopo quindici anni ci ha rimesso piede, per raccontare questo posto di magia ai Lions ospiti della famiglia Rovati, dopo un incontro tenuto nel mese di aprile a Montefiascone per raccontare il futuro di questo lembo di terra dal valore straordinario.

Un’avventura la sua, iniziata grazie all’amicizia con il principe Giovanni del Drago. Poi la Bisentina è diventata la grande passione della sua vita. L’abbiamo intervistata.

Che cosa è l’isola Bisentina secondo lei?

“L’isola è buona parte della mia vita. Ho lavorato lì per tanto tempo, un lavoro emozionante. Tutto è cresciuto piano piano, come accade con le grandi passioni. All’inizio abbiamo sperimentato questa cosa delle visite alla Bisentina, ne è venuto fuori un lavoro. Bello però, come un gioco. Per venti anni ho fatto la guida all’isola, dall’inizio degli anni Ottanta al 2002”.

La definiscono “la guida della Bisentina”. Ci spieghi questa cosa.

“Non sono l’unica guida ma sicuramente sono stata la prima. Sono stata io a ideare l’itinerario per farla scoprire ai visitatori, ho scelto le soste e sviluppato la ricerca storica. Ho messo insieme tutte le notizie e ho messo i miei appunti a disposizione anche di altre guide. Per me tutto è iniziato grazie all’amicizia con il principe Giovanni del Drago, che conosco da quando avevo cinque anni.Gli ho visto fare cose straordinarie. Il Palazzo di Bolsena e l’isola erano in rovina quando le ha prese lui. Aveva questa capacità di rendere splendenti cose semidistrutte. Poi un giorno mi disse: “Vogliamo fare le visite guidate alla Bisentina?”. Dissi di sì”.

Qual è la cosa che più le piace dell’isola?

“L’isola stessa, tutto. Una cosa in particolare forse c’è: i tramonti. E’ possibile vedere l’acqua cambiare a ogni secondo, nel colore. Come diceva Plinio il Vecchio le isole sembrano ora quadrate ora rotonde, è la magia dell’acqua. Parliamo di un luogo pieno di bellezza”.

Può il lago diventare un’area turistica forte?

“Certo, già lo è. Mi capita di accompagnare gruppi provenienti da posti lontanissimi: Finlandia, Norvegia … Voglio però lanciare un appello per la tutela del lago, tutti abbiamo il dovere di pensarci. Soprattutto per non rubare alle generazioni future uno spettacolo straordinario. Tutti, in primis chi opera nel turismo, dobbiamo metterci in testa che se quello di Bolsena diventa un lago di fango il danno è enorme. Non quantificabile”.

Cosa pensa di questo acquisto da parte della famiglia Rovati?

“Penso tanto bene. Saputo dell’acquisto da parte loro mi sono permessa di scrivergli una lettera, con parole di ringraziamento. Una lettera per dire che ero felice che l’avevano presa. Il loro rapporto con questi nostri territorio in realtà inizia con l’idea di realizzare un museo etrusco a Milano. I pezzi che saranno esposti vengono da queste zone. Per i Rovati l’acquisto dell’isola è la conclusione della loro avventura etrusca. Incontrandoli ho capito che sono persone di fatti e non di sole parole. Sono molto fiduciosa”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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