
VITERBO – Giulio Marini parla di Forza Italia, del futuro del partito azzurro. Pensa al suo ruolo di “nave scuola” e, sulla linea di Tajani, immagina un partito capace di valorizzare i giovani.
Spesso si è definito moderato, cosa significa “essere moderato”?
“La moderazione non è che sia sinonimo di essere un coglione. Non è detto che un moderato non sia duro. Essere moderati significa tendere ad ascoltare le ragioni di tutti, senza pensare che la ragione sia solo la tua. Più volte, personalmente, ascoltando le ragioni di altri ho modificato in modo positivo le mie posizioni. Altri pensano che le proprie posizioni non siano mai da toccare.
In una squadra ognuno gioca il suo ruolo, alcuni pensano di essere solo loro e basta”.
Si è sempre trovato dalla parte dei moderati?
“Inizio a fare politica in Forza Italia per caso ma Berlusconi mi ha dato molto più dei ruoli che ho ricoperto. Mi ha dato la possibilità di crescere. Non sono un imprenditore, non sono uno della Milano bene, non sono un faccendiere, non sono uno che nella politica ci navigava e ci ha navigato. Sono un uomo semplice che però Berlusconi ha valorizzato. Berlusconi immaginava di valorizzare anche i ceti medi che potevano fare politica dentro Forza Italia. Berlusconi mi ha dato anche la sua presenza sul territorio per farmi crescere”:
Come vede Forza Italia adesso, va avanti?
“Certo. Quel maledetto 12 giugno è finita per Silvio. Berlusconi è stato un uomo che spesso è stato definito in maniera sbagliata. Lui ha fatto dei gesti dal punto di vista umano che nessuno conosce. Lo poteva fare perché aveva grande disponibilità ma l’ha fatti”.
Ora Forza Italia ha carenza di un leader?
“No perché Antonio Tajani ha intrapreso la strada giusta. Non avendo più Berlusconi ha dato voce ai territori. Non essendoci più il grande trascinatore Tajani ha cambiato strategia e il partito oggi sta avendo una struttura territoriale più forte di allora e sta facendo un percorso che può dare vita a decenni futuri”.
Forza Italia è l’unico partito in crescita, condivide?
“Forza Italia è un partito moderato che può aggregare tanta gente che non si riconosce più nella politica. A novembre sono andato alla presentazione del libro sulla piattaforma Rousseau del Movimento Cinque Stelle. Mi sono trovato in difficoltà nel comprendere la strategia dei Cinque Stelle. Loro danno vita a una piattaforma digitale per fare partecipare i cittadini, credo che la piattaforma debba essere umana con il politico che si mette a disposizione del cittadino e delle sue richieste. E’ faticoso sicuramente ma questo è quello in cui credo per portare i cittadini a votare.
A Viterbo per esempio nello scontro tra me e Sposetti ha partecipato l’89,9%. All’ultimo scontro ha partecipato il 67% degli aventi diritti. Il 20% in meno, 10mila elettori in meno. Dobbiamo recuperare il modello partecipativo con chi fa politica tra i cittadini, il mezzo digitale può aiutare ma non può sostituire il contatto umano”.
Forza Italia avrà davvero la forza di aggregare gli scontenti?
“Se riuscirà a mettersi a disposizione dei cittadini sui territori riuscirà a recuperare quello che Tajani ha descritto. Quando parla di portare il partito al 20% mira a recuperare la partecipazione dei cittadini, attraverso la presenza di politici sul territorio. Il cittadino deve avere la possibilità di parlare, confrontarsi e fare richiesta a chi fa politica. Questo significa un impegno costante, il cittadino comprende e partecipa”.
Che situazione c’è in consiglio comunale?
“Quando io dico avevo un consiglio comunale tosto ma formativo perché da quel consiglio a volte anche troppo duro ero costretto a elevare le mie capacità e la mia attenzione. Quando abbiamo situazioni con scarsa attività non facciamo del bene al sindaco, lo facciamo sopravvivere ma non cresce”.
Dalle sue esperienze amministrative sono venute fuori due storie clamorose: il tuo ex assessore Chiara Frontini oggi sindaco di Viterbo e Antonella Sberna, oggi vicepresidente del Parlamento Europeo”. Che ne pensa?
“Sono stato fortunato. Chiara sa che ho un sentimento positivo nei suoi confronti, nonostante sia oggi un consigliere d’opposizione. Lei è riuscita a moltiplicare le sue capacità, quando ha fatto l’assessore con me era giovanissima e poi si è impegnata ed è cresciuta molto. Io dichiaro che lei ha delle capacità importanti, è fuori da ogni dubbio.
Antonella è una altrettanto brava. Parliamo di persone che si sono formate con la fatica e che hanno avuto la capacità di emergere. Antonella è riuscita ad andare oltre la provincia e avere il consenso più largo possibile in quattro regioni, che non è poco, e ad avere un risultato istituzionale di vicepresidente del Parlamento Europeo, risultato eccezionale. Dobbiamo essere felici di queste giovani donne”.
Forza Italia è il futuro?
“Certo che è il futuro. Se al posto di Giulio Marini ci saranno dieci giovani che si mettono a lavorare in maniera forte e chiara per risolvere i problemi del territorio si potrà avere un futuro. Giulio Marini può essere una nave scuola, l’insegnamento, quello che ti porta conoscenze e aneddoti. Io mi sono scontrato con personaggi eccezionali come Nando Gigli e lo scontro con lui è stato per me di un’importanza formativa unica e alla fine abbiamo costruito una grande amicizia. Lo scontro con Ugo Sposetti, antagonista di mille battaglie e con cui ho un rapporto splendido. La politica non è il male assoluto ma è la società. Noi dobbiamo costruire esempi positivi e fare crescere elementi nuovi, generazioni nuove, impegni nuovi. Io sono molto duro con il giovane perché si deve impegnare e non pensare solo alle fotografie sui social ma deve capire le ragioni per cui si prende un provvedimento o un altro. Deve studiare, continuamente, leggere i provvedimenti e avere a che fare con il personale e il personale deve fare crescere il politico. Se Forza Italia farà questo avrà sicuramente un futuro”.
Se oggi si votasse quanto prenderebbe a Viterbo Forza Italia?
“Alle ultime regionali abbiamo preso il 10%. In questo momento quella cifra può essere superata con un maggiore impegno da parte di tutti. Non credo che il mio amico Antonio Tajani possa immaginare di arrivare in breve al 20%. Ci arriveremo dopo un lungo cammino di coerenza, partecipazione e valorizzazioni. Valorizzazioni verso chi si appresta a fare politica ma anche attraverso il recupero di tante persone che sono state abbandonate nel corso del tempo. Il modello deve essere quello di andare dentro casa delle persone e convincerle a votare”.
*Estratto dall’intervista integrale sulle pagine Facebook de La Fune e Tuscia in Fiore





















