Interdittiva antimafia, chiusi sei distributori a Viterbo città
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Il provvedimento è conseguente a un'operazione che nel settembre 2025 ha portato alla chiusura di 205 distributori di benzina in tutta Italia. Motivo? Infiltrazioni mafiose in una grande società a livello nazionale al centro di numerose inchieste.

VITERBO – “Distributore con licenza revocata”. Questa la scritta che i viterbesi si sono trovati davanti in queste ore andando a fare rifornimento a diversi, ben sei, distributori di benzina presenti nel capoluogo. Un provvedimento disposto dallo Sviluppo Economico del Comune di Viterbo.

Una chiusura dei distributori disposta in maniera urgente e immediata per il ripristino dell’efficacia di un’informazione antimafia interdittiva, tornata valida dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso le sentenze del Tar Lombardia che ne avevano inizialmente annullato gli effetti. Secondo quanto emerge dagli atti comunali, i passaggi di proprietà degli impianti sarebbero avvenuti quando l’interdittiva era già in vigore, configurandosi come tentativi di elusione delle misure di prevenzione antimafia.

Sigilli su due impianti situati lungo la superstrada 675 Umbro-Laziale, ai chilometri 62,500 e 61,350, oltre a quelli di via Vico Squarano, strada Sammartinese in località Pietrare, via Tuscanese (chilometro 1,850) e via Luigi Rossi Danielli. La polizia locale è stata incaricata di vigilare sul rispetto delle ordinanze e verificare che le pompe restino inattive.

Il Comune ha revocato tutte le autorizzazioni amministrative per l’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti, dichiarando inefficaci i trasferimenti di titolarità e disponendo la decadenza dei titoli abilitativi. Le ordinanze sono state notificate alle società coinvolte e trasmesse all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla Prefettura e alla polizia locale per i controlli e gli adempimenti di competenza.

Il provvedimento è conseguente a un’operazione che nel settembre 2025 ha portato alla chiusura di 205 distributori di benzina in tutta Italia. Motivo? Infiltrazioni mafiose in una grande società a livello nazionale al centro di numerose inchieste.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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