Intelligenza artificiale, segui la diretta su La Fune. Ne parliamo con un tecnico e uno psicologo
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VITERBO - "Sono cresciuto con i film "Terminator"... è lecito averne paura?". Questa la domanda che il funambolico Giulio Della Rocca ha messo sul tavolo per domenica 2 marzo.

VITERBO – “Sono cresciuto con i film “Terminator”… è lecito averne paura?”. Questa la domanda che il funambolico Giulio Della Rocca ha messo sul tavolo per domenica 2 marzo.

L’appuntamento è per le 21,30 in diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e La Fune. Dopo l’intervento di Alessandro Angelelli Docente Master at Fondazione Italia Usa · Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ne parliamo con il professore Andrea Zingoni di UNITUS, il dottor Stefano Scatena Psicologo Psicoterapeuta e l’assessore-architetto al Comune di Viterbo Emanuele Aronne.

Diretta interessante e complicata. Per tutti la possibilità di fare commenti e domande in diretta.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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