Insogna (Fondazione): "Serve una classe dirigente capace di fare progetti, di avere idee per il futuro"
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Sergio Insogna punta dritto su Palazzo dei Priori, candidato nella lista di Fondazione, al fianco di Gian Maria Santucci. Il Polo Civico a sostegno del candidato sindaco Giovanni Arena, che con la sua nascita ha "sfoltito" il quadro politico rispetto al 2013. Di Viterbo, dei suoi problemi e di quello che un'amministrazione dovrebbe fare ne abbiamo parlato con Insogna.

Sergio Insogna punta dritto su Palazzo dei Priori, candidato nella lista di Fondazione, al fianco di Gian Maria Santucci. Il Polo Civico a sostegno del candidato sindaco Giovanni Arena, che con la sua nascita ha “sfoltito” il quadro politico rispetto al 2013. Di Viterbo, dei suoi problemi e di quello che un’amministrazione dovrebbe fare ne abbiamo parlato con Insogna.

Perché c’è bisogno di Insogna in consiglio comunale?

“Se la mettiamo così mi viene da dire che tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Certo è che in diverse consigliature Insogna ha fatto sentire la sua presenza. Ritengo di aver dato un contributo significativo in termini di idee, progetti e iniziative utili alla città. L’ultima azione che rivendico è il progetto sullo sport, approvato recentemente in consiglio. Un documento importante, approvato all’unanimità. Sono stata parte attiva e reputo di essermi impegnato per la città, con concretezza. Insogna in consiglio continuerà a essere vicino alle associazioni, al terzo settore, al volontariato, allo sport”.

Cosa è importante mettere al centro del dibattito politico cittadino?

“I temi importanti sono diversi ma la cosa principale è mettere al centro il confronto, il dialogo, la partecipazione dei cittadini. Tutto questo è in fondo quello che è mancato nei cinque anni di amministrazione Michelini. Tornando ai temi è importante affrontare davvero la questione terme. Altra cosa importante è legata alle strade, alle caditoie, ai marciapiedi, ai parchi pubblici. Centrale inevitabilmente il centro storico, serve una prospettiva seria. Direi che serve un piano Marshall per il centro storico”.

Come è messa Viterbo?

“Credo che a volte tendiamo a essere troppo severi con la nostra città. Viterbo ha tante caratteristiche belle ma c’è bisogno di un serio lavoro di rilancio. Deve diventare una città aperta, accogliente per i turisti”.

Dove deve andare la città?

“Deve guardare oltre la siepe. A novanta chilometri da qua c’è Roma. Milioni di residenti, milioni di turisti. Vicino abbiamo Civitavecchia. Il tema del turismo è strategico per la possibilità di una crescita economica, Bagnoregio ce lo ha insegnato. La cosa di cui c’è più bisogno sono le idee, i progetti. Quello che manca a Viterbo sono i progetti, sono le traiettorie, il decidere dove andare. Serve una classe dirigente capace di progettare il futuro”.

Cosa ha bloccato lo sviluppo? Come rimuovere il tappo?

“Lo sviluppo è stato bloccato da scelte sbagliate fatte decenni fa, che hanno isolato il capoluogo. Il tappo si può rimuovere solo con un impegno serio. Da una parte occorre guardare all’ordinaria amministrazione: le buche, i marciapiedi, etc; ma poi serve anche guardare oltre”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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