Insogna e Moltoni a Michelini: "finiamola di prenderci in giro e diamo parola agli elettori"
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I due consiglieri di minoranza prendono spunto dall’ultimo comunicato firmato da Giacomo Barelli per Moderati e Riformisti per tornare all’attacco di Leonardo Michelini.

Sergio Insogna e Francesco Moltoni attaccano la maggioranza: “ridiamo la parola agli elettori”. I due consiglieri di minoranza prendono spunto dall’ultimo comunicato firmato da Giacomo Barelli per Moderati e Riformisti per tornare all’attacco di Leonardo Michelini. Insogna e Moltoni sottolineano la confusione generata dalla nascita del movimento politico provinciale la schizofrenia con la quale si utilizzano le sigle che accompagnano i comunicati firmati dalle forze civiche che sostengono il sindaco di Viterbo. Aveva iniziato il consigliere Livio Treta (ne avevamo parlato qui) e poi ieri ha proseguito Giacomo Barelli (ne abbiamo accennato qui).

“Non solo l’Assessore in questione è il solo ad essere Moderato e Riformista a targhe alterne, abbiamo assistito anche ad interventi di altri colleghi – scrivono Insogna e Moltoni – che in Comune vestono panni diversi da quelli provinciali, e magari in Comune sono capigruppo di un movimento ed in provincia di un altro movimento, in cui ha confluito quello comunale”.

Con l’occasione Insogna e Moltoni tornano a chiedere a Michelini di dimettersi. “Finiamola di prendere in giro i cittadini, gli elettori e prenderci in giro a vicenda. Secondo noi – concludono – sarebbe più dignitoso e rispettoso, ammettere che il sistema di governo “fai da te” Michelini è fallito miseramente e che è doveroso e giusto dare a breve la parola agli elettori.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

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