Insogna: "Bizzarri affetta da sindrome della comare"
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"Nel consiglio comunale di Viterbo ultimamente si sono registrate accenni di altri sindromi, ad esempio la “Sindrome di Gian Pieretti” e la “Sindrome del “ Cu-cù”, speriamo che non ci sia una epidemia", così Insogna replica a Bizzarri.

Alle dichiarazioni rilasciate da Daniela Bizzarri risponde, chiedendo diritto di replica, il consigliere del Gal Sergio Insogna. Lo fa con una nota inviata in redazione, dove controbbatte alle frasi della collega di maggioranza.

“Non credo – scrive Insogna – che nel consiglio comunale della nostra città ci possa essere qualcuno che possa dare patenti nel bene e nel male ai colleghi consiglieri, ma visto che qualcuno ha la presunzione di farlo è giusto che gli si risponda.

Penso che oggi come oggi, fare polemica con la collega Bizzarri, sia come sparare alla Croce Rossa, tanti sarebbero gli argomenti da portare a suo sfavore ma questa non è la mia intenzione, anche perché ogni volta che parla la collega incappa in gaffes e inanella figuracce che è seconda solo al suo amato sindaco.

Volevo solamente evidenziare il fatto che, interpretando il “Testo Unico” ed il “Dizionario” dei comportamenti politici e amministrativi dei consiglieri comunali, sembra che in lei si stia configurando la famosa “Sindrome della Commare” ( si può dire anche Comare ).

In questi due testi, frutto di analisi e studi dei più valenti psicologi che si interessano di politica locale, in sintesi si stabilisce che si è affetti da Sindrome della Commare ( o Comare ) quando un consigliere immagina e si fa convinto che lui ed il suo Sindaco sono perfetti e senza macchia, mentre tutti gli altri invece sono sporchi, brutti e cattivi.

Tale convinzione nasce, probabilmente, dalla devota riconoscenza del consigliere nei confronti del sindaco che l’ha fatto eleggere, magari dopo anni di trombature elettive, e quindi si configura una devozione totale e un conseguente e fisiologico adeguamento al sistema Zitto e Vota.

Inoltre il consigliere affetto da tale sindrome tende ad attribuire agli altri, ai colleghi sporchi, brutti e cattivi, i propri difetti e le proprie mire politiche più o meno palesate, onde poterne fare oggetto di critica e di condanna.

Quindi spesso e volentieri il consigliere tende a difendere le incapacità e l’inadeguatezza del suo sindaco, cercando di dimostrare che gli altri sono peggio di lui, ma non riesce, non avendo argomenti concreti, a dimostrare la sua valenza e le sue capacità amministrativa.

Sempre secondo i due testi citati reiterare più volte questo atteggiamento e ripetere più volte gli stessi discorsi, rischia di far cadere il consigliere nella “Sindrome del Pappagallo”.

Nel consiglio comunale di Viterbo ultimamente si sono registrate accenni di altri sindromi, ad esempio la “Sindrome di Gian Pieretti” e la “Sindrome del “ Cu-cù”, speriamo che non ci sia una epidemia.

Detto questo, che vale per tutti, vorrei poter dire alla collega così zelante e protettiva dello status quo, non pensi a cosa dicono e fanno gli altri ma abbia il coraggio di non lasciare soli il sindaco e la giunta nei dibattiti che si determinano nelle rare sedute di consiglio o di commissioni, dimostri la capacità politica di mettere in risalto e difendere le loro azioni amministrative se è veramente convinta del buon governo che sta caratterizzando l’amministrazione Michelini, faccia un serio esame di coscienza politica, se ce l’ha, e abbia rispetto di coloro che non la pensano come lei, faccia un bel bagno di umiltà amministrativa , anche perché cara collega lei ricopre il ruolo istituzionale delicato di vice presidente del consiglio, e quindi lei, come del resto il presidente de consiglio, non si può dimenticare che deve avere un atteggiamento politico super partes. Tanto era dovuto”.

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