Insieme: percorsi di stato sociale per costruire comunità
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VITERBO - Protagonisti sono stati i ragazzi diversamente abili e gli anziani, intervistati proprio da loro sulle tradizioni, le abitudini, i ricordi del loro passato, legato al territorio.

VITERBO – Si è concluso il progetto della Cooperativa Gli Aquiloni rivolto alle categorie
sociali più fragili: giovani, ragazzi diversamente abili e anziani. La Cooperativa, con il contributo della Fondazione Carivit, attraverso questa iniziativa, ha voluto produrre un impatto significativo sul territorio, contribuendo a ricostruire quel senso di comunità perso a causa del Covid-19 e ancora in fase di ricostruzione.

Protagonisti sono stati i ragazzi diversamente abili e gli anziani, intervistati proprio da loro sulle tradizioni, le abitudini, i ricordi del loro passato, legato al territorio.

I ragazzi disabili, spesso relegati ad un ruolo marginale nella società, hanno quindi vissuto un’esperienza inclusiva ed utile alla vita della comunità; oltre all’incontro con gli anziani, fonte di aneddoti ed esperienze dirette di un mondo a loro sconosciuto, durante poi l’intera durata del progetto essi hanno lavorato sui temi della memoria, la storia del paese e i ricordi, accompagnati dagli educatori e dai giovani volontari che hanno costruito per loro un percorso volto
a raggiungere la consapevolezza e l’orgoglio di appartenere alla comunità.

Beneficiari diretti sono stati anche i giovani del territorio, tra i quali gli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo F.lli Agosti di Bagnoregio, che hanno ricevuto il docufilm delle interviste, insieme alla brochure di presentazione del progetto e delle azioni realizzate.

In questi giorni è avvenuto, presso La casa del vento di Bagnoregio, anche un ultimo incontro di saluto tra i ragazzi diversamente abili e gli anziani intervistati, con la consegna di alcuni gadget come segno di ringraziamento, suscitando grande emozione in tutti i presenti.

Diverse fragilità che coabitano e si sostengono a vicenda, prendendosi cura reciprocamente l’una dell’altra. Attraverso il passaggio di esperienze e lo scambio di conoscenze tra giovani,
anziani e ragazzi diversamente abili, il progetto ha contribuito alla nascita di rapporti di conoscenza e a volte anche di amicizia e supporto.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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