Insetti e alimentazione, ne parlano a Expo due esperti dell'Unitus
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Due esperti Unitus oggi in campo per parlare di alimentazione sostenibile e insetti. All'Expo di Milano torna al centro della discussione l'alimentazione attraverso gli insetti, già praticata in alcune regioni della Terra.

L’alimentazione sostenibile a base di insetti, torna protagonista a Expo 2015 grazie a due ricercatori del dipartimento Dafne dell’università della Tuscia. Oggi, domenica 4 ottobre dalle 15 alle 18 nel padiglione Kip dell’Expo Pier Paolo Danieli e Stefano Speranza al padiglione zero hanno coordinato il convegno “Verso la sostenibilità delle filiere feed-food. Gli insetti: da problema (pest) a risorsa (resource). Come sta cambiando il nostro punto di vista”.

Non è la prima volta che all’esposizione dedicata a tema “nutrire il pianeta, energia per la vita” si parli di insetti come risorsa per l’alimentazione umana. A giugno nel food future district la società umanitaria, ente che si occupa tra l’altro di ricerca sugli insetti, ha parlato proprio del suo libro bianco sugli insetti, un progetto sull’alimentazione sostenibile, a cui lavorano anche i due ricercatori Unitus Danieli e Speranza.

 Pier Paolo Danieli è ricercatore in nutrizione e alimentazione animale del Dafne dipartimento dell’università degli studi della Tuscia e socio fondatore della associazione italiana per la scienza della sostenibilità e socio dell’associazione per le scienze e le produzioni animali e membro della commissione di studio “Utilizzo di fonti proteiche innovative nell’alimentazione animale”

Stefano Speranza è ricercatore in Entomologia del Dafne, dipartimento dell’università degli studi della Tuscia, socio della italian association for the sustainable science e  della innovation and development for agriculture.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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