Inquinamento: sulla spiaggia di Tarquinia centinaia di dischetti di plastica
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Raccolti dai volontari di Fare Verde centinaia di dischetti di plastica sulla spiaggia in località Spinicci, Pian di Spille, nel Comune di Tarquinia. Anche le spiagge tarquiniesi sono state colpite recentemente dall’invasione di questi dischetti traforati, denominati “carrier”, fuoriusciti da un impianto di depurazione del comune di Capaccio-Paestum, posto sotto sequestro dalla magistratura salernitana dopo un’indagine condotta dal personale della Guardia Costiera.

“Un’invasione senza fine quella dei dischetti di plastica – dichiara Silvano Olmi di Fare Verde – ne abbiamo raccolti circa 200 sulla spiaggia in località Spinicci e Pian di Spille. Altre associazioni, alle quali va il nostro plauso, hanno fatto lo stesso su diverse spiagge. Anche la ditta Lanzi, che gestisce il servizio di igiene urbana per il Comune, ha effettuato la pulizia delle spiagge libere con un trattore dotato di un’attrezzatura per la raccolta dell’immondizia. Purtroppo la mareggiata di lunedì scorso ha portato altro materiale sull’arenile. La recente invasione di questi dischetti – commenta Olmi – ha evidenziato come le fonti di inquinamento, anche le più lontane geograficamente, possano mettere a rischio la salubrità delle nostre spiagge e la balneabilità del nostro mare.”

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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