Iniziata la costruzione di un impianto fotovoltaico di 101 ettari alle porte di Viterbo. Ciambella: "Difendiamo la bellezza della Tuscia"
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VITERBO - Oltre all’impianto di Cipollaretta l’anno scorso sono stati autorizzati altri impianti in località, Rinaldone (73ettari) e Petrignella (17,5 ettari). Martedì scorsi invece è arrivato il via libera in Conferenza dei servizi a un impianto in località San Cataldo (8,53 ettari). Altri progetti sono in embrione (per esempio a Mammagialla).

VITERBO – Da poco hanno iniziato i lavori di costruzione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici previsti nel territorio comunale del capoluogo: 101 ettari su terreni agricoli in località Cipollaretta.

Un progetto che per dimensioni è molto simile a quello che si vuole realizzare vicino all’antica città di Ferento, in località Pian di Giorgio, e per il quale si è in attesa della ultima e decisiva Conferenza dei servizi.

L’impianto di Cipollaretta è stato autorizzato dalla Direzione regionale alle Politiche ambientali e Rifiuti il 22 gennaio dell’anno scorso, all’esito della conferenza dei Servizi: parere favorevole con prescrizioni di Comune, Provincia, Regione, contrario invece quello della Soprintendenza. Che così si era espressa: “Questi impianti per la loro estensione incidono sensibilmente sul paesaggio, spesso connotato da evidenti caratteri agrosilvopastorali che ne costituiscono ancor oggi l’aspetto identitario come nel caso della Maremma laziale compresa tra i comuni di Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Vetralla, Tarquinia e Viterbo, fortemente interessata da queste intrusioni”. Inoltre, seppure l’area in questione non sia sottoposta a vincolo, i Beni culturali segnalavano un “alto rischio archeologico”.

“Come vedete dalle immagini scattate all’esterno del cantiere, siamo solo all’inizio dei lavori, ma si intuisce l’impatto di questi impianti industriali in un territorio come quello della Tuscia per gran parte ancora integro – la denuncia del consigliere comunale del Pd Luisa Ciambella -. Un campo fotovoltaico infatti non si compone solo di “pannelli”, ma ci sono da considerare tutta una serie di altre strutture come cabine, recinzioni metalliche, pali per l’illuminazione, videosorveglianza, strade e cavidotti.

Nulla contro le energie rinnovabili, come detto. E neanche contro un impianto piuttosto che un altro. Ma in questi ultimi anni nella Tuscia stiamo assistendo a quello che da più parti (stampa, associazioni agricole, associazioni ambientaliste) è stato definita una “invasione”. E’ evidente che se il Comune di Viterbo, nel nostro caso specifico, non inizia a mettere mano a quel regolamento o piano vincolistico che serve a individuare le aree dove vietare assolutamente la realizzazione di questi progetti, c’è il rischio concreto di veder stravolto in poco tempo il completamente il nostro territorio, naturalmente vocato al turismo e all’agricoltura”.

Oltre all’impianto di Cipollaretta l’anno scorso sono stati autorizzati altri impianti in località, Rinaldone (73ettari) e Petrignella (17,5 ettari). Martedì scorsi invece è arrivato il via libera in Conferenza dei servizi a un impianto in località San Cataldo (8,53 ettari). Altri progetti sono in embrione (per esempio a Mammagialla).

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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