
ROMA – Siamo nel giorno del Conclave. Parola tanto importante oggi per il mondo e che venne alla luce a Viterbo, quando per eleggere un nuovo papa ci vollero tre anni.
Questo 7 maggio 2025 entreranno nella Cappella Sistina I 133 cardinali elettori, chiamati a decidere il successore di Papa Francesco. In questa prima giornata una sola fumata alle 19. Ecco lo schema e gli orari delle fumate da giovedì: ogni scrutinio dei cardinali si compone di due votazioni, la prima entro le 12 (con primo voto alle 10:30) e la seconda entro le 19 (con primo voto alle 17:30). Se nera, la fumata potrà avvenire soltanto al termine dei due scrutini, dunque o alle 12 o alle 19. Se bianca, la fumata potrà invece avvenire in qualunque fase, cioè anche al termine dei primi due mini-voti (dunque alle 10:30 o alle 17:30).
L’istituzione del Conclave (da cum clave, chiuso a chiave) si deve a papa Gregorio X e prevede l’elezione del Pontefice in un luogo chiuso e inaccessibile. Il provvedimento si rese necessario dopo l’elezione più lunga della storia, durata due anni e nove mesi: prevedeva addirittura la progressiva riduzione dei pasti e il taglio degli stipendi dei cardinali fino alla designazione del Papa.
Con i suoi 33 mesi, fu l’elezione del Papa più lunga della storia. Si svolse a Viterbo dal 29 novembre 1268 al 1° settembre 1271. Portò alla proclamazione di Gregorio X, il Pontefice a cui si deve la promulgazione della Ubi Periculum, la Costituzione che, al termine del Concilio di Lione II, introdusse per la prima volta il termine “Conclave”.
Dopo la morte di Clemente IV avvenuta il 29 novembre 1268, 20 cardinali elettori si riunirono nella città, ma “l’assemblea fu ben presto bloccata dalla contrapposizione fra due fazioni, quella francese, formata perlopiù da cardinali creati dal papa francese Urbano IV, e quella italiana che aveva i numeri per non far raggiungere i 2/3 al candidato del partito avversario”.
Esasperati da questo stallo, “nell’autunno 1269 i viterbesi, imprigionarono i cardinali nel palazzo pontificio della città e nel giugno 1270, scoperchiarono il tetto, arrivando a tagliare i viveri ai reclusi. Fra l’autunno del 1269 e l’estate del 1270 il numero dei cardinali elettori si era ridotto a 16. Questi alla fine si accordarono per tenere un’elezione di compromesso: elessero sei di loro con l’incarico di concordare sul nome del candidato al quale gli altri avrebbero aderito”.
Il 1° settembre 1271 avvenne l’elezione di Tebaldo Visconti, sessantunenne arcidiacono a Liegi e non ancora ordinato sacerdote, amico di san Tommaso d’Aquino e di san Bonaventura da Bagnoregio. In quel momento si trovava ad Acri in Palestina. Giunto a Viterbo nel febbraio 1272, accettò l’elezione e prese il nome di Gregorio X. Fu incoronato a Roma il 13 marzo 1272.


















